Il rettore chiede un milione di danni a Di Ilio ed ex dg

8 Febbraio 2018

L’università si costituisce in giudizio e avanza una maxi richiesta di risarcimento Tre ore di discussione in udienza, a marzo la decisione sui rinvii a giudizio

CHIETI. L’università d’Annunzio chiede un milione di euro di danni all’ex rettore Carmine Di Ilio e all’ex direttore generale Filippo Del Vecchio. L’ateneo si è costituito in giudizio nell’udienza preliminare di ieri davanti al giudice Luca De Ninis. Ad assistere la d’Annunzio non c’era l’avvocato dell’università Antonello D’Antonio, ma l’avvocato Nicola Pisani. L’inchiesta è quella che ha decapitato il precedente vertice universitario, portando a elezioni anticipate dalle quali è uscito vincitore Sergio Caputi. Tutto è partito con una denuncia in procura del docente universitario Luigi Capasso, ora direttore del Museo universitario e presidente della Fondazione d’Annunzio. La denuncia viene raccolta dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani che apre un’indagine per abuso e falso e, per il solo ex rettore, anche per violenza privata nei confronti di Capasso, che però non si è costituito in giudizio. Ma è quando l’ex gip Antonella Redaelli decide di interdire per sei mesi Di Ilio e Del Vecchio che l’università inizia a tremare. Un caso del genere, con rettore e dg fuori scena, non era neanche previsto dallo statuto universitario. L’interdizione è poi venuta a cadere, ma ormai era troppo tardi: il rettore si era già dimesso e nei confronti del direttore era stato avviato un procedimento disciplinare che comunque non gli permetteva di tornare al suo posto. Eletto il nuovo rettore, tra i suoi primi atti ci fu la risoluzione del contratto con Del Vecchio.
LE ACCUSE. Sono diverse le vicende raccontate da Capasso nell’esposto, anche se fra loro tutte collegate. Partiamo dal 14 dicembre del 2015 quando un decreto del rettore estromette Capasso dal Cda dell'ateneo per incompatibilità tra la carica di consigliere di amministrazione e quella di direttore del Museo universitario. La nomina viene revocata senza preavviso né possibilità di scelta tra l’una e l’altra carica: per la Procura è un abuso. Era il periodo in cui Capasso capeggiava il dissenso interno al Cda. Aveva ingaggiato una battaglia contro Del Vecchio e sosteneva che questi aveva falsificato – di qui il reato di falso a carico sia del rettore che del dg – la convenzione per una serie di lavori che l’ateneo doveva realizzare. Capasso chiedeva di sottoporre il direttore ad azione disciplinare per non aver seguito i dettami del Cda su chi doveva appaltare, progettare e collaudare i lavori. La convenzione che Del Vecchio aveva inviato al Provveditorato alle opere pubbliche, e che affidava tutto all’ente, era difforme, e dunque falsa secondo la Procura, da quella che aveva autorizzato il Cda. Di Ilio, intanto, difendeva il suo dg e così il provvedimento disciplinare chiesto dalla maggioranza del Cda contro Del Vecchio non partiva. Se fosse stato avviato, difficilmente il dg avrebbe potuto rinnovare il suo contratto con l’ateneo come poi è avvenuto. Poi c’è un altro episodio che riguarda il solo Del Vecchio, che in questo caso avrebbe compiuto un altro abuso con la sua presenza nel Cda che avrebbe dovuto decidere del procedimento disciplinare a suo carico, presenza che ha impedito di portare a termine il compito. Infine c’è la presunta violenza privata ai danni di Capasso: si sarebbe consumata con una lettera con cui il rettore ha vietato al professore di partecipare alla riunione del Cda successiva alla sua estromissione, minacciandolo di gravi conseguenze sul piano penale. Conseguenze che, per il pm, erano inesistenti.
L’UDIENZA DI IERI. Dopo tre ore di discussione, il giudice ha deciso di aggiornare l’udienza al 22 marzo per ascoltare le difese. Quella di Di Ilio è affidata a Donato Di Campli, presidente dell’ordine forense di Pescara, e Vittorio Manes, docente universitario a Bologna, quella di Del Vecchio a Stefano Rossi. Di Ilio non era presente, c’era invece Del Vecchio che ha chiesto di essere ascoltato. A marzo si saprà se Di Ilio e Del Vecchio verranno rinviati a giudizio.