Il rettore fa dietro front su stipendi e epurazioni

CHIETI. E' il giorno dei dietrofront. L'idea di lasciare al verde i docenti della D'Annunzio si trasforma in una decisione più soft, che è quella di pagare solo lo stipendio base, con tredicesima,...
CHIETI. E' il giorno dei dietrofront. L'idea di lasciare al verde i docenti della D'Annunzio si trasforma in una decisione più soft, che è quella di pagare solo lo stipendio base, con tredicesima, rimandando a dopo il Cda l'erogazione degli extra, gli oneri accessori, pari al 40 per cento della busta paga, vincolati alla delibera di variazione del bilancio saltata all'ultimo consiglio, quello dello strappo tra il rettore e cinque consiglieri. Ma c'è anche un altro dietrofront dell'ultim'ora ed è quella della decadenza annunciata e non formalizzata di altri due consiglieri, Luigi D'Addona ed Ezio Ercole, che avrebbero fatto la stessa fine di Luigi Capasso, messo fuorigioco prima del voto clou da cui dipendono le sorti del rettore Carmine Di Ilio e del braccio destra, il dg Filippo Del Vecchio. L'atmosfera che si respirava ieri nell'ambiente accademico era di sconcerto e di punto di non ritorno. Gli sconcertati erano certamente i docenti dopo l'annuncio drastico di congelare per intero gli stipendi. Ma per il Magnifico e il suo dg sarebbe stato un punto di non ritorno. Da qui la prima retromarcia sugli stipendi, quindi la seconda con la non formalizzazione, per ora, delle altre due epurazioni che colpirebbero al cuore il gruppo dei frondisti. Neanche un bambino però la vedrebbe come una casuale coincidenza temporale. I cinque consiglieri vogliono che Del Vecchio venga messo sotto procedimento disciplinare per aver disatteso, e dirottato verso incarichi privati, la delibera del Cda sulla progettazione in house di 65 milioni di euro di appalti previsti dal piano triennale dell'Università. Quindi la retromarcia per evitare di essere beccati in fronte da un boomerang. Ma secondo la logica del non c'è due senza tre, si prevede un terzo dietrofront del rettore intenzionato a inserire nell'ordine del giorno del prossimo Cda la delibera dello strappo, ovvero l'avvio del procedimento disciplinare nei confronti del dg. In Ateneo tira aria di resa dei conti e annunci dall'effetto vagamente “terroristico”.
Aria di caos e pretattica come alla vigilia di una finale di coppa dei Campioni con epilogo ai calci di rigore. Vince chi sbaglia di meno dal dischetto. E' l'unica spiegazione dei tre dietrofront di Di Ilio cui se ne può aggiungere un quarto. Dal rettorato infatti era arrivato l'annuncio di un Senato accademico fissato per lunedì 21, alla vigilia del Cda del redde rationem di martedì. Ma fino a ieri sera la convocazione del Senato, che si annuncia esplosivo, non c'è stata. Quattro dietrofront in un sol giorno sono troppi in un Ateneo che non trova pace. (l.c.)

