Il ricordo degli amici: quelle giornate in tv

Lo scrittore Giuseppe Rosato: «Lavorare con lui era un piacere, tra risate e siparietti improvvisati»
CHIETI. Poeta altissimo, che ha saputo dare dignità di lingua al dialetto abruzzese, Raffaele Fraticelli aveva sperimentato il dramma in opere come l’ancora straordinariamente attuale “Carminelle de lu vente”. Ma in realtà in molti ricordano Fraticelli più per la vena allegra, per quel sorriso che sapeva strappare sempre, per quella prontezza alla battuta che lo caratterizzava. È così che lo ricorda lo scrittore e poeta frentano Giuseppe Rosato che conobbe Fraticelli all’inizio degli anni sessanta quando tutti e due lavoravano nella Rai regionale: «Io ero tra gli autori dei testi», ricorda Rosato, «e lui interpretava il personaggio rimasto storico di Zi Carminucce nel programma “Pe’ la Majella”. Era un piacere parlare con lui. Era sempre pronto alla battuta, sempre disponibile al sorriso. Mi piaceva molto la sua capacità di improvvisare siparietti comici: ricordo che una volta si mise dal niente a interpretare uno spettatore di una partita di calcio. Era sempre pronto a queste belle sortite». Anche Germano D’Aurelio, in arte ‘Nduccio, ricorda la vena comica di Fraticelli che definisce «il mio mito fin dal 1961», quando nacque appunto il personaggio di Zi Carminucce.
A ricordare Fraticelli sono state anche due amministrazioni comunali, quella di Chieti, la città, amatissima, del poeta, e quella di Pretoro, di cui Fraticelli dal 2017 era cittadino onorario. «Chieti e l’Abruzzo perdono una voce importante e identitaria», hanno detto il sindaco Diego Ferrara e il presidente del consiglio comunale Luigi Febo. (a.i.)

