Il ricordo degli inglesi nascosti dai nazisti

3 Maggio 2023

ROCCAMONTEPIANO. È stata ricollocata il primo maggio la targa commemorativa che ricorda le vicende di ottant’anni fa in contrada Reginaldo di Roccamontepiano, durante l’occupazione nazista. In...

ROCCAMONTEPIANO. È stata ricollocata il primo maggio la targa commemorativa che ricorda le vicende di ottant’anni fa in contrada Reginaldo di Roccamontepiano, durante l’occupazione nazista. In ricordo del padre Daniel “Jack” Hobbs, la famiglia dieci anni fa volle far posizionare nella contrada una targa in bronzo per ringraziare la comunità che salvò la vita ai soldati inglesi in fuga dopo l’8 settembre 1943. Daniel aveva con sé un diario, tornato alla luce solo nel 1997: con questo e informazioni fornite dalla Croce rossa nel 2007, il figlio Robert Hobbs è riuscito a incontrare chi conobbe il papà.
«Qui in Abruzzo», racconta Robert, «ho avuto la possibilità di incontrare i roccolani che a proprio rischio lo accolsero nascondendolo dalle retate dei nazisti». Tra settembre e ottobre del 1943 Daniel Hobbs fu aiutato da Luigi Orlandi nel borgo di Reginaldo. Quest’ultimo parlava inglese, essendo stato emigrante negli Stati Uniti, e diede ospitalità e protezione ai giovani militari britannici, insieme ai familiari e ad altri residenti.
Il 30 agosto 2007 Robert e la sua famiglia fecero visita proprio alla famiglia di Orlandi incontrando Carlo, figlio di Luigi che ricordava benissimo quei giorni, quando aveva dieci anni.
«La cerimonia di ricollocazione della targa ha una grandissima valenza di testimonianza storica per tutto il nostro territorio», sottolinea il sindaco Dario Marinelli, «l’iniziativa è stata del tutto spontanea e voluta da tutti voi dell’associazione l’Ara di Reginaldo e dalla famiglia Orlandi, poiché la targa esistente si era rovinata con il tempo». La famiglia Hobbes il primo maggio si è collegata in diretta per assistere all’evento. «Se queste persone non avessero aiutato mio padre», ha ribadito Robert, «forse il non sarei qui oggi. Avendo trovato queste persone davvero speciali, dobbiamo tornare per saperne di più e ringraziarle come si deve».
«Qui ci trattano molto bene, anzi troppo», scrisse sul suo diario Daniel Hobbs nell’autunno del 1943, «non siamo in grado di lavare e rammendare i nostri vestiti perché appena ci avviciniamo alla fontana per farlo, le donne le prendono loro e ci riconsegnano tutto lavato e riparato».(a.r.)
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