Il ricordo dei Caduti per la libertà

12 Novembre 2016

Alla cerimonia anche figlia e nipote di un capitano morto a Londra

ORTONA. Legate indissolubilmente dalla storia, la bandiera tricolore e quella canadese sventolano al Moro River Canadian War Cemetery, il cimitero dove riposano 1375 canadesi. Ieri è stata la giornata del ricordo, quella in cui i Paesi del Commonwealth rimembrano la fine della Prima guerra mondiale e gli appartenenti alle forze armate uccisi. Come ogni anno, ad Ortona questa ricorrenza si è rinnovata con una cerimonia molto sentita all’interno del cimitero canadese in cui si sono radunate istituzioni, autorità, scolaresche, associazioni combattentistiche e d’arma, il corpo militare Croce Rossa Italiana e familiari di persone cadute in guerra. La cittadina adriatica ha ricordato i 1.375 uomini sepolti all'interno dello stesso cimitero alla presenza, tra gli altri, di membri dell’ambasciata canadese, del generale di Brigata Rino De Vito - comandante per l’esercito della regione Abruzzo - e del sindaco Vincenzo D’Ottavio. Protagonisti della mattinata sono stati i ragazzi della scuola canadese di Lanciano che con letture e poesie hanno rimarcato il valore dei caduti in guerra. Troppi ce ne sono stati ad Ortona, rasa al suolo a seguito della “Battaglia di Ortona”, la spedizione militare durante il Secondo conflitto mondiale combattuta tra le truppe canadesi e tedesche.

«È stata una cerimonia significativa», ha commentato il generale De Vito, «finalizzata a ricordare il contributo di sangue dei giovani canadesi che hanno donato la loro vita per la salvaguardia dell’Italia». E poi ci sono le storie, come quella di Eugenia Annovazzi Seagram, nipote del capitano Philip Frowde Seagram del 48° Reggimento Highlanders of Canada. Non ha mai conosciuto suo nonno, morto l’8 marzo 1941 in un bombardamento a Londra. Fu il primo ufficiale ucciso del suddetto reggimento. La donna ieri era alle celebrazioni insieme alla madre, figlia dello sfortunato militare. Quest’ultima, seppur fosse nata quando il papà partì in guerra, non ha nessun ricordo del genitore: era appena una bambina quando lo vide per l’ultima volta. Eugenia Annovazzi Seagram, invece, oggi vive a Roma e non è voluta mancare ad Ortona per onorare i canadesi deceduti e quel nonno mai conosciuto. (a.s.)

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