Il ricordo del genocidio rom nelle cerimonie dei Martiri

Spinelli: questa città è baluardo della memoria ed esempio di rispetto reciproco Pupillo: «Lanciano, Berlino e Ustica sono insieme nella lotta per l’Europa unita»
LANCIANO. Lanciano triangolo della memoria, con Berlino e Ustica (Croazia), del genocidio di rom e sinti. Si aprono con una cerimonia di caratura europea le celebrazioni per il 77° anniversario della Rivolta lancianese contro i nazifascisti. Una cerimonia in forma ridotta per l’assenza delle scolaresche a causa del rischio Covid, ma compensata dalle presenze internazionali come quella del vice presidente del Parlamento croato, Veljko Kajtazi, e dell’intellettuale e giornalista rom olandese Orhan Galjus.
Maria Saveria Borrelli, presidente dell’Anpi Lanciano-sezione “Trentino La Barba”, ricorda Carla Nespolo, primo presidente donna e non partigiano dell’Anpi nazionale, venuta a mancare proprio ieri. Il gonfalone del Comune di Lanciano, insignito della medaglia d’oro al valor militare per il sacrificio dei Martiri Ottobrini, arriva al Parco delle memorie, in via Maria Eisenstein, per l’omaggio al Samudaripen, la stele che ricorda l’olocausto di rom e sinti. Uno dei pochissimi monumenti nel mondo a ricordare la tragedia dimenticata di questo popolo, per il quale il nome di Lanciano viene affiancato a quello di Berlino e Ustica, in Croazia. «Sono pochi in Europa i luoghi che ricordano lo sterminio, il genocidio di rom e sinti», sottolinea Kajtazi, insignito del premio alla carriera nel concorso artistico internazionale Amico Rom tenuto domenica al teatro Fenaroli, «ringrazio per il coraggio l’amministrazione e le associazioni che non si sono fatte vincere dalla paura per il Covid e anche quest’anno hanno realizzato, con il contributo di tutti, questo importante evento. Anche noi in Croazia non abbiamo voluto interrompere la tradizione. Questo è un luogo importante a livello mondiale per tutta popolazione romanì e per la trasmissione della memoria. Prometto di venire ogni anno a Lanciano». «La memoria non si ferma, nonostante il Covid», prende la parola Gennaro Spinelli, figlio di Santino e neo presidente dell’Ucri (Unione delle comunità romanès italiane), «Lanciano è baluardo in Italia e nel mondo per la memoria. Dopo Berlino questo è il secondo grande monumento al mondo che ricorda il Samudaripen di rom e sinti. A nome dell’Ucri vi ringrazio per il vostro contributo umano, sociale e morale, non solo nell’essere qui ma anche per combattere ogni giorno. Combattere non vuol dire solo prendere le armi e sparare a qualcuno, ma è alzarsi ogni giorno e mirare a un mondo migliore, ognuno con le proprie capacità e con la propria volontà. Questo monumento ricorda ogni giorno ad ognuno che passa di qui, ad ogni rom in Italia, che la memoria è possibile, che il rispetto reciproco è possibile, che con la volontà della coesistenza, e non dell’assimilazione, un mondo migliore è possibile». «Stamattina siamo in pochi ma rappresentiamo l’Europa», dice il sindaco Mario Pupillo rivolto alle associazioni combattentistiche, a polizia, carabinieri e polizia municipale presenti, «Santino è stato promotore di questo monumento che, due anni fa, la mia amministrazione ha raccolto e voluto erigere in un momento in cui il vento di destra, del sovranismo e dell’emarginazione razziale stavano riemergendo. Lanciano costituisce quel triangolo insieme a Berlino e Ustica, che rappresenta la forza di combattere. Noi continueremo a combattere, perché pensiamo sia l’unica modalità con cui ottenere un’Europa unita e il rispetto di quei valori fondanti, necessari dopo una guerra che ha lasciato ferite ancora aperte».

