Il Rifugio Pomilio ora è un caso Micucci: «L’area è del Comune»

La sentenza del commissario per gli usi civici mette in discussione il contratto di vendita al Cai di Chieti Il sindaco avvisa: «Atti nulli, la zona dell’edificio e i guadagni dagli affitti per le antenne spettano a noi»
RAPINO . «Il commissario per il riordino degli usi civici ha stabilito che questi insistono sulla porzione di terreno dove sorge il Rifugio Pomilio». Sono le dichiarazioni del sindaco di Rapino, Rocco Micucci, a far scoppiare il caso delle proprietà dell’area dove è stata costruita la nota struttura a quasi duemila metri sulla Maiella. «Alla luce di questa valutazione tutti i contratti posti in essere su quelle particelle sono da ritenersi nulli, compresi quelli di vendita al Cai (Club alpino italiano, ndr) di Chieti e quelli derivanti dagli affitti delle antenne», afferma il primo cittadino.
La vendita del terreno comunale è avvenuta negli anni Cinquanta e da lì è stato realizzato il rifugio. Ma la sentenza del commissario rimette in gioco tutto: in ballo ci sono anche importanti guadagni. Per capire meglio, l’uso civico è un diritto di godimento collettivo che si concreta, su beni immobili, in varie forme, spettanti ai membri di una comunità, su terreni di proprietà pubblica o di privati. «Faremo di tutto per tornare in possesso di ciò che appartiene alla comunità», continua il sindaco di Rapino. «Il Cai, ad esempio, percepisce da anni fitti su quei terreni dove sono sorte mega antenne», rimarca. «Ma, alla luce della sentenza del commissario, quelle somme devono andare nelle casse comunali. Essendoci l’uso civico ci si può solo adeguare, anche perché in caso contrario saremmo passibili dalla Corte dei conti». Il Comune si è già attivato per trovare una soluzione e ha presentato delle idee al Cai per arrivare a una soluzione: «Quest’area è del Comune di Rapino che, nell’interesse dei propri cittadini, ne ha avviato la riacquisizione della proprietà. Si cercheranno tutte le strade possibili per contemplare gli interessi di ognuno. Stiamo cercando una soluzione conciliativa con il Cai, ma finora non è stata trovata». Quindi Micucci specifica: «Vogliamo lasciargli la gestione del Pomilio, che deve rimanere un rifugio come nella sua natura. Ma siamo intenzionati a riprendere possesso delle particelle e gli introiti devono andare al Comune. La proprietà deve tornare d’obbligo al Comune di Rapino, come sancisce la sentenza». E se non si troverà una soluzione bonaria con il Cai «saremo costretti a ricorrere alle vie giudiziali», dichiara il sindaco senza mezzi termini.
Il presidente del Cai di Chieti, Eugenio Di Marzio, contattato in merito ha preferito non entrare nella vicenda. Si è limitato a dire che, «quando sarà il momento, rappresenteremo la nostra idea attraverso un documento».
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