Il rito simbolo dei teatini torna a piazza San Giustino

30 Marzo 2024

In 40mila affollano la città per assistere alla processione più antica d’Italia

CHIETI . Il fascino dell’antico rito riempie Chieti. In circa 40mila, a stare a una stima delle forze dell’ordine, sono saliti sul colle per assistere alla processione del Venerdì Santo, l’appuntamento più caro ai teatini. Complice la calda serata d’inizio primavera, la folla è tornata a gremire il percorso come non accadeva da tempo, a cominciare da piazza San Giustino che con il nuovo look ha fatto finalmente da degna cornice al corteo sacro. Poco dopo le 19, dietro l’enorme stendardo nero dell’arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, che tradizionalmente organizza la processione, sono usciti dalla cattedrale i simboli della Passione, accompagnati dagli incappucciati delle diverse confraternite, l’arcivescovo Bruno Forte e il clero, i coristi e i musicisti. Quando le bacchette luminose dei due maestri del coro e dei musicisti hanno iniziato a volteggiare nell’aria è partito il celebre Miserere di Selecchy: un tuffo al cuore per i tanti spettatori. Accompagnato dalle struggenti note, il corteo ha sfilato lungo il tradizionale percorso nel cuore della città, snocciolandosi tra i caratteristici vicoli del centro storico teatino dove il tempo sembrava sospendersi e la Chieti di una volta risorgere.
L’EVENTO PIÙ ATTESO
La processione del Cristo morto è probabilmente l’evento più suggestivo tra i diversi organizzati in città, non solo per il profondo significato religioso ma anche per il carattere identitario che riveste. La storia di questo rito è molto antica. Alcune fonti la collocano tra le prime processioni, se non assolutamente la prima, in Italia. L’origine potrebbe risalire all’840. L’attuale allestimento, a cura dell’arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti risale al 1603. I membri dell’arciconfraternita, guidata da Giulio Obletter, sfilano in processione con tunica e cappuccio neri e mozzetta gialla. Hanno il compito di portare le statue del Cristo morto e della Madonna, che arrivano dopo tutti i simboli della Passione sorretti dagli appartenenti alle altre confraternite cittadine, anch’essi incappucciati. Uno spettacolo suggestivo ed emozionante. Parte del fascino è dovuto alla colonna sonora della processione, il Miserere composto dal maestro di cappella della cattedrale Saverio Selecchy intorno al 1740. Ad eseguirlo sono stati oltre cento strumentisti e circa 180 coristi, i primi diretti dal maestro Peppino Pezzulo, i secondi dal maestro Loris Medoro. Il Miserere viene ripetuto dalle 58 alle 65 volte nei circa due chilometri e 700 metri di sfilata.
LE AUTORITÀ
«Per la prima volta dopo decenni siamo riusciti a riportare la processione del Venerdì Santo in questa magnifica piazza che finalmente non è più un parcheggio», ha detto il sindaco Diego Ferrara in prima fila nel gruppetto di autorità che tradizionalmente attende l’uscita del corteo sacro dalla cattedrale e poi si unisce in coda alla processione. Era presente anche il presidente della Regione Marco Marsilio accompagnato dalla moglie: «Non è la prima volta che partecipo a questa processione, ma è certamente la prima volta che lo faccio da teatino», ha detto il presidente riferendosi al fatto di essere diventato da poco residente a Chieti grazie all’acquisto di una villa in contrada San Salvatore. Erano presenti, tra gli altri, anche l’onorevole Alberto Bagnai, il commissario per la ricostruzione di Ischia Giovanni Legnini, il prefetto Mario Della Cioppa e il procuratore capo Giampiero Di Florio.
VOLONTARI IN STRADA
Rientrata in extremis la protesta della polizia municipale, coi vigili urbani tutti regolarmente in servizio, insieme alle altre forze dell’ordine, coi poliziotti della questura in prima linea, c’è stato anche un corposo schieramento di volontari. Anche in questa occasione le associazioni di volontariato sono state coordinate da Antonio Mancini del Nucleo operativo Teate: in circa 80 si sono dati da fare affinché tutto si svolgesse in sicurezza. Sono scesi in strada anche Associazione nazionale alpini, Associazione nazionale carabinieri, Croce rossa, Teate soccorso e Misericordia. L'apporto dei volontari non è mai mancato, soprattutto nell’occasione in cui era prevista la protesta, poi rientrata, della municipale.