Il sacrificio del questore che salvò migliaia di ebrei «Un esempio anche oggi»

11 Febbraio 2022

CHIETI. «L’insegnamento del commissario Giovanni Palatucci, che salvò migliaia di ebrei, non va relegato nella storia, ma attualizzato: arriva un momento della vita in cui bisogna fare scelte...

CHIETI. «L’insegnamento del commissario Giovanni Palatucci, che salvò migliaia di ebrei, non va relegato nella storia, ma attualizzato: arriva un momento della vita in cui bisogna fare scelte difficili e coraggiose, ma necessarie. Il senso di responsabilità deve sempre guidare chi ricopre incarichi di vertice in qualsiasi amministrazione, pubblica o privata che sia». È il messaggio del prefetto Armando Forgione nel giorno della commemorazione dell’ultimo questore di Fiume, morto il 10 febbraio 1945 nel campo di concentramento di Dachau, sacrificando la propria vita per evitare la deportazione di almeno 5mila persone. Ieri mattina Forgione ha partecipato alla cerimonia voluta dalla polizia di Stato e dal questore di Chieti Annino Gargano in via Principessa di Piemonte, davanti all’opera in ferro battuto – in ricordo di Palatucci – realizzata dal maestro Raffaele Di Prinzio e posizionata nell’aiuola curata dall’Avis, l’associazione dei donatori di sangue. «Il senso di responsabilità», ha aggiunto il prefetto, «non sia mai un freno: per noi rappresentanti delle istituzioni, dev’essere la molla per rendere ancora più intenso l’impegno finalizzato a conservare la sicurezza di un territorio e a garantire il benessere dei cittadini». Il questore Gargano ha ricordato la storia e il sacrificio di Palatucci, medaglia d’Oro al merito civile e riconosciuto “Giusto tra le Nazioni”: «Idealmente, la sua figura ci unisce nel tempo nella missione quotidiana per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica». Alla cerimonia hanno partecipato anche don Gianni Caldarelli, cappellano della polizia di Stato, il colonnello della guardia di finanza Serafino Fiore e il tenente colonnello dei carabinieri Pietro D’Imperio.
Sempre ieri mattina, ma a Chieti Scalo, si è svolta la cerimonia in ricordo dei martiri della Foibe nell’area verde loro dedicata e dove una targa ricorda Norma Cossetto, la giovane violentata e gettata ancora viva in una foiba. «La crudeltà umana», ha detto il sindaco Diego Ferrara, «non ha né confini, né caratteristiche di colori politici, né di latitudini geografiche: qui non siano a commemorare un eccidio che sia stato più grave di un altro, gli orrori che gli umani compiono contro gli umani sono orrori e basta. Il mio pensiero è che occorre che l'umanità, cioè tutti noi, riacquistiamo il senso supremo della vita altrui e della nostra vita e, soprattutto, cominciamo ad avere il senso dell’amore e della pace come fondamento della nostra azione: non è un ragionamento bigottamente cattolico, ma etico e morale. È giusto ricordare tutte le vite perdute e riservare alle vittime delle foibe un posto importante nel cammino della memoria delle nostre città».
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