Il “Saluto dei Santi” con gli inchini chiude i riti pasquali

LANCIANO. L’inchino di San Giovanni e della Madonna al Salvatore e poi una breve processione. Si sono chiusi così, ieri, con il "Saluto dei Santi" dinanzi la cattedrale, i riti della settimana santa...
LANCIANO. L’inchino di San Giovanni e della Madonna al Salvatore e poi una breve processione. Si sono chiusi così, ieri, con il "Saluto dei Santi" dinanzi la cattedrale, i riti della settimana santa iniziata la domenica delle palme. Giorni di fede e religiosità popolare, di Passione, di novità, con la riscoperta della tradizione della “posata”, venerdì santo, durante la processione del Cristo morto organizzata dall’Arciconfraternita morte e orazione di San Filippo Neri. Ieri, in piazza, racchiusi da un cerchio formato dalle tante persone presenti, le tre statue di Gesù, della Madonna e di San Giovanni, portate in spalla dai confratelli delle congreghe di Sant'Agostino, del Purgatorio e di Santa Maria Maggiore, sono uscite dalla cattedrale della Madonna del Ponte, dove si trovavano da domenica. Nel giorno di Pasqua, infatti, alla presenza del vescovo Emidio Cipollone, le statue sono state portate in cattedrale, dopo che San Giovanni ha annunciato la resurrezione di Cristo alla Vergine che, dopo l'iniziale incredulità, ha perso il suo abito nero, facendo risplendere la veste chiara e il manto bianco mentre le campane suonavano a festa. Un rito popolare antico rimasto pressoché intatto negli anni. Ieri, invece, alle 12, c'è stato l'inchino di San Giovanni e della Madonna al Salvatore e il ritorno delle tre statue, con una breve processione, e le note della banda nelle rispettive chiese: San Giovanni nella chiesa di Sant’Agostino, la Madonna nel Purgatorio e il Salvatore a Santa Maria Maggiore. Nel suo saluto, don Angelo Giordano ha parlato di “stupore” e di “andare” a testimoniare la resurrezione di Cristo. (t.d.r.)
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