Il saluto di Ortona: «Padre Camillo, frate e amico di tutti»

Oggi alle ore 11 nella chiesa di Sant’Antonio a Lanciano i funerali dell’ex parroco di Santa Maria delle Grazie
ORTONA. Ci sarà tutta Ortona, idealmente, questa mattina ai funerali di padre Camillo D’Orsogna, in programma alle ore 11 alla chiesa di Sant’Antonio a Lanciano. L’ultimo saluto al parroco più amato, quello che ha segnato più generazioni. Per 25 anni a capo della parrocchia di Santa Maria delle Grazie. L’uomo che fondò, alla fine degli anni Sessanta, l’Impavida pallavolo. Una guida non solo spirituale, capace di essere attrattivo e coinvolgente con le sue idee. «La verità», racconta Rocco Ciampoli che è stato vicino al 90enne religioso di origini lancianesi fino alla fine, «è che all’epoca aveva capito che avevamo una scarsa attitudine al calcio, e allora chiamò un ragazzo per insegnarci a giocare a pallavolo. Così nacque l’Impavida. Padre Camillo stravedeva per quel gruppo di giovani che diede inizio alla favola».
«Non smetteremo mai di ringraziarlo e di ricordarlo per aver regalato alla città di Ortona una squadra che ha raggiunto traguardi inimmaginabili in quel lontano 1968», le parole di Andrea e Nunzio Lanci, figli di Tommaso, presidente della Sieco Impavida scomparso qualche settimana fa. «La comunità è più sola e triste», il commento di Leo Castiglione, ex sindaco, «perché perde un religioso che tanto ha fatto per la sua comunità parrocchiale, ma, soprattutto, perde un amico che ha voluto bene ad Ortona fino alla fine».
«Padre Camillo sapeva accogliere tutti, organizzava gruppi sportivi, gruppi musicali e tante altre iniziative che coinvolgeva i giovani che, numerosi, frequentavano la parrocchia», ricorda Tommaso Coletti, ex presidente della Provincia ed ex parlamentare. «Anche l' Impavida ha fatto i primi passi dentro la parrocchia guidata da Padre Camillo insieme al complesso musicale Le Aquile Blu, sempre sotto la sua guida spirituale, e non solo. La mia generazione è grata a Padre Camillo per la guida spirituale e materiale con la quale ha accompagnato la formazione di tanti giovani, oggi adulti e professionisti affermati». «Se n'è andato un grande Uomo», la considerazione di Giampiero Misci, presidente della società calcistica Victoria Cross, «un po' il Papà di tanti che come me è cresciuto nella chiesa di Santa Maria».
«Battesimo, prima comunione e sempre presente alle ricorrenze di famiglia per espresso volere di nonno Amedeo. Le trasferte con l’Impavida ai tempi in cui mio padre faceva il cassiere», ricorda l’ex vice sindaco Cristiana Canosa. «Ancora adesso quando ci vedevamo mi prendevi in giro. Nelle foto che conservo sei sempre sorridente».
«Pensare a padre Camillo e anche ricordare i presepi viventi la notte di Natale della nostra gioventù», rammenta Mirella Piermatteo, «le gite a pasquetta, il rientro della processione del venerdì santo e la predica che faceva dal balcone sopra il bar di piazza San Francesco». «Sei stato - e lo resterai per sempre - un’icona per noi e per tutti i giovani che hanno avuto il privilegio di incontrarti», sostiene Marilena Arrizza.
«Va via un pezzo della storia bella della nostra città», spiega Anna Rita Guarracino. «Un Padre per molti, un amico per tanti. È stato un Frate accogliente ed inclusivo per la nostra comunità».
«E mi dicevi: non fai peccato se la domenica non vieni spesso a messa perché vai a scalare le montagne», ricorda Francesco Sulpizio, «sei molto più vicino di me al Signore».
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