«Il San Camillo deve restare un ospedale»

5 Giugno 2019

Atessa. Flocco contro Di Giovanni: no alla trasformazione in presidio territoriale di assistenza

ATESSA . «Confondere un Pta con un ospedale, basandosi sul numero di posti letto, è chiaramente una mistificazione: il presidio territoriale di assistenza è una vecchia proposta, che la nostra comunità ha respinto in passato e non può oggi accettare». Questa la replica di Enrico Flocco, medico anestesista all’ospedale di Lanciano, presidente del consiglio comunale di Atessa e delegato del sindaco alla sanità, al direttore del distretto Sangro Aventino Fioravante Di Giovanni. «Il Pta», puntualizza Flocco, «è una struttura utile, ma addetta soprattutto all’assistenza di pazienti anziani cronici. Il presidio ospedaliero, invece, cura pazienti acuti di tutte le età, 24 ore al giorno, tutti i giorni dell’anno. Il primo è affidato prevalentemente alla professionalità degli infermieri e ai medici di famiglia, il secondo è strutturato su medici specialisti, che lavorano lì tutto il giorno, ed è dotato di mezzi tecnologici avanzati». Per Flocco, prospettare che nel Pta vi possa essere anche la Day-Surgery, come “dono” aggiuntivo, è semplicemente uno specchietto per le allodole. «L’attivazione della Day Surgery», afferma l’anestesista, «è l’ultimo tassello, che manca, per dare attuazione all’ospedale di area disagiata per Atessa. È una “unità operativa” ospedaliera, con chirurghi e anestesisti, che ha senz’altro un costo e richiede organizzazione, personale specializzato, esperto e qualificato. È questo uno degli ostacoli maggiori da superare per mettere il San Camillo veramente al servizio, oltre che di una sviluppata zona industriale, anche e soprattutto di un entroterra montano svantaggiato».
Atessa è, attualmente, presidio ospedaliero, dopo le diverse delibere regionali e della Asl. Il sito aziendale, aggiornato a oggi, lo include tra gli ospedali. Ha già il pronto soccorso 24 ore su 24, un’area medica con i necessari posti letto, radiologia, una serie di servizi e ambulatori, e soprattutto professionalità ospedaliere.
«Il tavolo romano di monitoraggio, che ha esaminato tutta la ricca e inoppugnabile documentazione su Atessa, non ha mosso alcun rilievo al nostro buon diritto ma», sostiene Flocco, «nella riunione del 15 novembre scorso, ha chiesto di spiegare se “l’assetto erogativo” comprenda solo le discipline previste dalla legge Lorenzin, per questa struttura, o anche la fisioriabilitazione. La risposta da dare è semplice e va data. Noi difendiamo e portiamo avanti l’indicazione, votata all’unanimità, dal nostro consiglio comunale, con valide argomentazioni. Facciamo una sola domanda ai sostenitori del Pta: perché Guardiagrele, che è stato già riconvertito in Pta, sta chiedendo con tutte le forze di diventare presidio di area disagiata?». (m.d.n.)