Il San Camillo non chiude Diventa Casa della salute

4 Aprile 2015

L’assessore regionale Paolucci: qui anche le specialità ambulatoriali che mancano I 36 posti letto di area medica diventano 20 per Geriatria e 20 per residenza anziani

ATESSA. “Ipotesi di lavoro per il presidio ospedaliero di Atessa”: questo è il titolo di alcune note di Silvio Paolucci, assessore regionale alla sanità, sul futuro del San Camillo. «A mio avviso», dice al Centro l’assessore dopo la manifestazione che si è svolta ad Atessa in difesa dell’ospedale nella quale è stato fatto oggetto di slogan accusatori, «c’è stata un’elevata strumentalizzazione. La proposta del futuro della sanità regionale e atessana l’abbiamo da mesi ed è bloccata perché non mi è stata data l’opportunità di discutere in un contesto tranquillo. È il decreto del ministro Beatrice Lorenzin che pone per legge la necessità di una riqualificazione del sistema e nuove funzioni al posto delle vecchie».

Oggi Paolucci spiega al Centro il futuro di Atessa. «L’ipotesi di lavoro è che l’ospedale di Atessa dovrà essere convertito in Presidio territoriale di assistenza (Pta) o Casa della salute. Durante la riorganizzazione nessun operatore deve essere trasferito in altre sedi e a regime il personale infermieristico e ausiliario necessario al Pta sarà almeno pari a quello in servizio mentre per i medici bisognerà valutare caso per caso».

Le prime azioni consisteranno nell’attivare le specialistiche ambulatoriali mancanti o incrementare quelle minime presenti: oculistica, urologia, ginecologia; fisiatria, geriatria, neuropsichiatria infantile; chirurgia domiciliare (Adi), ambulatorio Alzheimer, attivare dieci posti letto di ospedale di comunità (in prima attivazione affiancato alla medicina). A regime, spiega l’assessore, ci sarà la trasformazione di 36 posti letto della Afo (Area funzionale omogenea di appartenenza) medica - 20 di medicina/geriatria e 16 di lungodegenza- in 20 di ospedale di comunità e 20 di residenza sanitaria per anziani. E per quanto riguarda il personale quattro degli otto medici in servizio passerebbero al Pta poiché indispensabili per continuare ad assicurare gli attuali ambulatori specialistici, la dialisi e le consulenze per l’ospedale di comunità e i ricoverati nel presidio; prevista anche la trasformazione dei 16 posti letto di riabilitazione ospedaliera (cod. 56) in un modulo di 20 posti letto di riabilitazione estensiva. La dialisi raddoppierà i giorni di apertura e il laboratorio diventa punto prelievi attivo solo al mattino (per gli utenti non cambia nulla). Il destino dell’ospedale di Atessa è contenuto in un rigo del verbale del collegio di direzione della Asl Lanciano-Chieti-Vasto dello scorso 27 marzo: «Pertanto si propone: chiusura di tutta l’attività chirurgica ad Atessa (chirurgia generale e ortopedia)». La decisione ha portato a veementi proteste, sfociate in una sentita manifestazione di piazza, con il dito puntato contro la Asl e la Regione.

Per tornare al piano di riordino del San Camillo, il pronto soccorso è destinato a diventare “Punto di pronto intervento” 24 ore con postazione di 118. «Sono soppressi (lo stanno già facendo) i 20 posti di letto di Afo chirurgica, trasformando la chirurgia da week surgery in chirurgia ambulatoriale», prosegue Paolucci, «dove si faranno anche gli interventi ambulatoriali di Lanciano e comunque si continuerebbe a fare almeno il 60% degli interventi che si fanno oggi ad Atessa. È utile precisare che in chirurgia ambulatoriale si possono eseguire interventi in anestesia topica (di superfice), locale, locoregionale e/o analgesia fino al secondo grado della scala di sedazione. Quattro dei nove medici in servizio passerebbero al Pta in quanto indispensabili per continuare ad assicurare gli attuali ambulatori specialistici e le consulenze per l’ospedale di comunità e i ricoverati nel presidio». Gli infermieri di sala operatoria resterebbero in servizio con la stessa funzione di oggi, quelli del reparto sarebbero usati nelle nuove attivazioni di dialisi, ambulatori specialistici, ambulatorio infermieristico della fragilità, eventuali altri moduli residenziali. Valutare la possibilità di attivare un ulteriore modulo da 20 posti letto di residenza protetta per anziani e uno da 20 posti letto per disabili adulti al fine di offrire tutti i setting assistenziali necessari a questo territorio. Valutare la possibilità di attivare un centro diurno Alzheimer.

Matteo Del Nobile

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