Il San Giovanni Battista respira: dalla Regione arriva un milione

Contributo per l’istituto di cura in difficoltà con il pagamento dei fornitori e dei dipendenti Nella struttura vengono ospitate un centinaio di persone tra anziani e portatori di handicap
CHIETI. Arrivano i fondi per gli istituti riuniti di assistenza San Giovanni Battista. Le ex case di riposo, nonostante facciano parte di un ente pubblico (la Asp, Agenzia di servizi alla persona) sono perennemente senza soldi e a rischio default, con i dipendenti che non percepiscono regolarmente gli stipendi e i fornitori costretti a lunghissime attese. Tutto questo nonostante gli istituti riuniti prestino assistenza a un centinaio di ospiti, anziani e portatori di handicap, che altrimenti non saprebbero dove andare.
Lo scorso 4 agosto la Regione ha assegnato alla Asp di Chieti un contributo di 1.182.222 euro, attingendo le risorse dal Fondo sviluppo e coesione 2014-2020. Un’assegnazione che si aggiunge al contributo regionale di 750mila euro finalizzato all’incremento delle misure cautelative anti-Covid. «L’importo di rilevanza strategica consentirà alla Asp teatina di programmare, senza affanni economici, il futuro dell’assistenza socio-sanitaria agli anziani assistiti dal San Giovanni Battista», dice il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, «un tassello rilevante all’interno di una serie di iniziative e risultati strategici da quando, su mia proposta nei mesi passati, è stato confermato alla presidenza della Asp Ezio Tilli».
Febbo evidenzia inoltre che nell’ultimo periodo l’azione amministrativa della Asp, che ha sempre seguito con attenzione, è riuscita ad arrivare alla stipula con la Asl del nuovo contratto per il triennio 2023-24-25 con un aumento di budget di circa 200mila euro annuale e un incremento dei posti assistenziali. Il nuovo contratto è importante anche perché riconosce alla Asp teatina il ruolo giuridico di azienda pubblica e questo apre al superamento di diverse problematiche.
A breve, fa sapere Febbo, saranno svincolati tre milioni di euro che la Asl negli ultimi vent’anni aveva trattenuto per svariati motivi, dall’extra budget ai fuori setting alle carenze strutturali e alle assenze temporanee. «Una serie di iniziative», rimarca Febbo, «che nell’insieme stanno ridando serenità e prospettiva futura all’assistenza pubblica degli anziani a Chieti».
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