Il sindaco è suo vicino di casa: «Ci siamo incontrati verso le 7»
«Ci siamo incontrati poco dopo le 7, in strada, abitiamo l’uno di fronte all’altro. Un saluto, come al solito, un augurio di buona giornata. Non pensavo fosse l’ultima volta che lo avrei visto»....
«Ci siamo incontrati poco dopo le 7, in strada, abitiamo l’uno di fronte all’altro. Un saluto, come al solito, un augurio di buona giornata. Non pensavo fosse l’ultima volta che lo avrei visto». Nicola Scaricaciottoli, sindaco di Paglieta, così ricorda Cesare Giangiacomo, l’operaio Sevel morto ieri mattina lungo la strada che porta a Torino di Sangro. «Era una brava persona, a modo, affabile, educato, mai fuori le righe, penso di parlare a nome di tutto il paese», dice Scaricaciottoli. Giangiacomo, classe 1958, lavorava di notte e ieri mattina aveva deciso di concedersi qualche ora di mare. Originario di Francavilla, da diversi anni risiedeva a Paglieta, da quando si era sposato con Luciana, operatrice scolastica. Cosa sia successo in contrada Torre saranno gli accertamenti dei carabinieri, comprovati dall’esame autoptico, a stabilirlo. La vita e la morte spesso si intersecano e ieri bastava un secondo in meno o in più a rendere inoffensivo quell’incrocio. È toccato a un vigile urbano e a un carabiniere comunicare la notizia alla moglie, che stava lavorando alle elementari del capoluogo. «Ma state scherzando?», ha detto Luciana incredula che al suo Cesare, salutato neanche un’ora prima, potesse essere successo qualcosa. «No, signora, purtroppo non stiamo scherzando», è stata la risposta proferita con volto greve, al limite con l’emozione. Luciana è arrivata in contrada Torre accompagnata dalla sorella. Poi è stato solo dolore e strazio. (m.d.n.)

