Il sindaco: all’ospedale aspettiamo ancora l’ecografo

14 Ottobre 2018

GUARDIAGRELE. L’ospedale di Guardiagrele in serie B? Il sindaco Simone Dal Pozzo chiede che la delibera sulla rete ospedaliera non venga approvata. «Da parte della Regione», dice Dal Pozzo, «è stata...

GUARDIAGRELE. L’ospedale di Guardiagrele in serie B? Il sindaco Simone Dal Pozzo chiede che la delibera sulla rete ospedaliera non venga approvata. «Da parte della Regione», dice Dal Pozzo, «è stata annunciata l’adozione di una delibera che, per rispondere probabilmente alle richieste dei tavoli di monitoraggio, dà indicazioni penalizzanti per alcuni presidi e aree. Chiediamo di sospendere questa decisione contraddittoria. Come si possono presentare emendamenti per chiedere che i presidi di Casoli, Gissi, Pescina, Tagliacozzo e Guardiagrele, diventino presidi di area disagiata con il sostegno della Regione e poi, con atti deliberativi, percorrere la strada opposta?».
Il sindaco, poi, si sofferma su due aspetti. «Da un lato quello della programmazione, che vede tavoli di confronto aperti, ordini del giorno votati nei consigli comunali, risoluzioni e mozioni approvate all’unanimità in consiglio regionale, come nel nostro caso, lo scorso 8 maggio. Questi documenti», dice Dal Pozzo, «invitano alla rivisitazione del quadro programmatorio anche, se necessario, rivedendo le norme. Chiediamo che non si dia corso a quello che ci vuole impegnare a cambiare. Ai parlamentari dei 5 Stelle dico che non si può solo attaccare L’Aquila e la Regione e poi dire no a Roma a tutto quello che dai territori viene chiesto a gran voce». Il primo cittadino evidenzia poi che esiste un aspetto di tipo gestionale che vede l’amministrazione comunale quotidianamente in prima linea. «Ritardi, liste d’attesa troppo lunghe, personale non sufficiente, attrezzature che mancano», conclude Dal Pozzo. «I contenuti del distretto sono più corposi rispetto a quelli del decreto Chiodi salvato con legge nel luglio 2011, ma non possiamo misurare la funzionalità se non guardiamo alle ore di effettiva operatività degli ambulatori e se non consideriamo che la diagnostica è ridotta a poche ore, senza trascurare poi il fatto che mancano le apparecchiature. È emblematico il caso dell’ecografo, annunciato a luglio 2016, che non è ancora attivato».
Giovanni Iannamico