Il sindaco-chef racconta l’infarto: «Ho corso con la coronaria chiusa»

VILLA SANTA MARIA. «Adesso sto bene, il decorso sta andando nel verso giusto e tra due-tre gironi, salvo complicazioni, dovrei tornare a casa». Dopo lo spavento, Pino Finamore, sindaco di Villa Santa...
VILLA SANTA MARIA. «Adesso sto bene, il decorso sta andando nel verso giusto e tra due-tre gironi, salvo complicazioni, dovrei tornare a casa». Dopo lo spavento, Pino Finamore, sindaco di Villa Santa Maria, raggiunto ieri telefonicamente, rassicura sul suo stato di salute. È un bollettino della Asl Lanciano-Vasto-Chieti a spiegare cosa successo: «Il paziente ha presentato i sintomi di un infarto miocardico il 19 aprile. Prontamente trasferito al pronto soccorso di Lanciano è stato trasportato nella Sala emodinamica dell’ospedale di Chieti dove è stata documentata la occlusione di un ramo coronarico non principale. Si è provveduto a riaprire il vaso nel quale è stato impiantato uno stent medicato (di ultima generazione). Il decorso post operatorio in terapia intensiva è stato sostanzialmente regolare. Nella mattinata di oggi (ieri per chi legge, ndc) è stato trasferito alla Degenza cardiologica dal quale, se non sopravvengono complicanze, dovrebbe essere dimesso tra un paio di giorni».
È lo stesso primo cittadino a raccontare quanto successo e a raccomandare di non sottovalutare i più piccoli campanelli di allarme. «Mercoledì scorso, di mattina, stavo facendo la doccia quando ho iniziato a sentire un dolore al petto e la mano sinistra che diventava sempre più fredda. Ho capito cosa stesse accadendo. Ho chiamato mia moglie Adriana e abbiamo allertato il medico curante. La pressione e i battiti erano nella norma ma, e questo mi ha salvato la vita, ma nalgrado ciò abbiamo deciso per il trasporto, con l’ambulanza, all’ospedale di Lanciano. Qui hanno visto che gli enzimi e gli elettroliti erano alterati e sono stato portato, in codice rosso, a Chieti». Pino Finamore ha 60 anni e la sua determinazione nel non sottovalutare i segni premonitori di un infarto è stata essenziale. «Io ho perso mio nonno, mio cugino e mio padre in giovane età sempre per infarti. Papà mi è morto tra le braccia e quindi conosco molto bene quei segno caratteristici che non bisogna mai sottovalutare dicendo “adesso passa”. Io, fino a 5-6 giorni fa ho corso per mantenermi in forma e solo a pensare che l’ho fatto con una coronaria chiusa, mi vengono i brividi». Finamore ha ricevuto diverse attestazioni di vicinanza dal presidente della Regione, dai colleghi sindaci e da tanti cittadini. «Ringrazio tutti dal profondo del cuore. Una riconoscenza», dice, «ai medici della Cardiologia di Chieti, ho avuto modo di sperimentare la loro professionalità, sono una nostra eccellenza».
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