Il sindaco chiude l’elementare allagata

La dirigente Santini e l’assessore si rimboccano le maniche e raccolgono l’acqua. Ma la scuola riapre dopo la befana
CHIETI. L’acqua che scende dal soffitto della scuola sembra una fontana. Bagna i banchi e inzuppa i libri. Cola anche dagli impianti a neon dell’illuminazione. Al primo piano della scuola “Annamaria Corradi”, la dirigente, Giovanna Santini, l’assessore, con le maestre e le bidelle, si rimboccano le maniche e cominciano a riempire i secchi e a passare lo straccio. Sono le 9,30 di ieri: la scuola elementare di via Gran Sasso, all’incrocio con via Arenazze, finisce ko. Qualcuno, il giorno prima, ha lasciato aperto un rubinetto dell’acqua calda al primo piano mentre era in corso un’ispezione all’impianto di riscaldamento. Gli alunni non c’entrano, né il personale non docente ha responsabilità. E’ stato un fatto accidentale, non vandalico, che però resta senza colpevole. Ma per tutta la notte l’acqua è uscita fuori dal lavandino, ha allagato le classi della scuola primaria, quindi ha impregnato i muri di cartongesso ed è filtrata attraverso il pavimento, anch’esso inzuppato, allagando la scuola materna al primo piano e infine la palestra nel piano sottostrada.
Quando i cento bambini delle elementari arrivano alla Corradi accompagnati dai genitori l’emergenza è in corso. Ma la nuova dirigente prende in pugno la situazione: chiama i vigili del fuoco, quindi il Comune che invia gli operai reperibili di sabato e infine chiede al sindaco di firmare un’ordinanza urgente che chiuda la scuola e rimandi a casa l’esercito dei bimbi. Così è stato.
Di Primio dispone la chiusura che vale anche per domani, quindi la scuola riaprirà solo dopo l’Epifania. I cento bimbi vanno via, attraverso il giornale avvisiamo anche le famiglie degli altri cinquanta piccoli che frequentano la materna chiusa di sabato. Nessuno di questi ultimi ha infatti vissuto la mattinata d’emergenza causata da una disattenzione che ha causato danni ingenti.
Sul posto arrivano i vigili del fuoco che eseguono un accurato sopralluogo riscontrando lo stato di pericolo sia per la massiccia infiltrazione d’acqua sia per l’impianto elettrico bagnato e a rischio corto circuito. Ma il pericolo è scongiurato.

