Il sindaco: «Città in ginocchio per le frane»

22 Agosto 2018

Lettera-appello alla Regione per ottenere 1,5 milioni: strade distrutte, non abbiamo fondi per i lavori

CHIETI. «La mia città è stata colpita, ancora una volta, nella giornata del 14 agosto e nella nottata tra il 15 e 16, da eventi atmosferici di notevolissima gravità». Comincia così la lettera-appello del sindaco Umberto Di Primio inviata alla Regione per chiedere almeno 1,5 milioni di euro. Soldi che servono per consolidare i muri franati, come quello sotto al ponte di via Forlanini, rifare le strade danneggiate, come via Santarelli e via Carusi, e arginare le frane sparsi in decine di altre strade. E proprio le frane, afferma il sindaco, tornano un’emergenza. Domani, in prefettura, è convocata una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto Antonio Corona «per una disamina della situazione» e parteciperà anche il sindaco.
La lettera di Di Primio è stata inviata al vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, che ha preso il posto del dimissionario Luciano D’Alfonso: «Il territorio comunale, già segnato da fenomeni di dissesto idrogeologico che la Regione ha avuto modo di esaminare nel recente passato, ha subito nuovamente ingenti danni», dice il sindaco, «che sto tuttora verificando e documentando con l’auspicio di poter ricevere aiuti adeguati». Di Primio disegna una città in difficoltà: «Edifici pubblici e privati danneggiati, impianti di pubblica illuminazione interrotti, alberi sradicati, strade dissestate e rese impraticabili ma, soprattutto, innumerevoli fronti franosi che si sono attivati a causa della forte alluvione verificatasi».
Le strade rotte sono una priorità su cui intervenire: «I danni alla rete viaria cittadina, sia comunale, provinciale o dell’Anas, richiedono un immediato intervento per ripristinare la sicurezza nella circolazione e salvaguardare la pubblica e privata incolumità. Ma le risorse messe in campo dal Comune non sono sufficienti», dice il sindaco che chiede alla Regione di dichiarare lo stato di calamità naturale e «avviare le procedure necessarie a finanziare gli interventi di ripristino che, al momento, stimiamo in oltre 1,5 milioni».
Di Primio chiede anche «di valutare se mettere a disposizione strumenti e procedure per i privati che hanno subìto danni dall’alluvione. Mi riferisco non soltanto agli immobili allagati e danneggiati, ma anche alle colture distrutte a causa degli allagamenti». Il sindaco chiede, poi, «attenzione anche in favore del patrimonio Ater di Chieti che ha subìto, al pari del resto, le negative conseguenze dei due giorni di straordinaria pioggia».
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