Il sindaco: Comune e Regione uniti contro l’impianto rifiuti

ATESSA. «Auspico che Comune, Regione, associazioni e comitati possano affrontare uniti questo confronto legale per arrivare a mettere la parola fine alla vicenda. Noi continueremo a batterci, nella...
ATESSA. «Auspico che Comune, Regione, associazioni e comitati possano affrontare uniti questo confronto legale per arrivare a mettere la parola fine alla vicenda. Noi continueremo a batterci, nella serena consapevolezza delle ragioni di un territorio, per un’industria sostenibile, per la difesa dell’ambiente e della qualità della vita». Il sindaco Giulio Borrelli fa un appello all’unità dopo il ricorso presentato al Tar presentato dalla Di Nizio. Nei giorni scorsi le motivazioni di merito e legali, sostenute dal Comune di Atessa, hanno trovato riscontro nel provvedimento del comitato di coordinamento regionale per la Valutazione di impatto ambientale, che ha rigettato la proposta, con relativa archiviazione definitiva, del progetto della Di Nizio di realizzare a Saletti un impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione con adiacente deposito per rifiuti pericolosi e non pericolosi, il quale si aggiungerebbe a uno già esistente. «Abbiamo raggiunto», afferma Borrelli, «un risultato importante perché le nostre argomentazioni di merito e legali sono solide, perché abbiamo trovato interlocutori attenti nel comitato regionale Via, perché c’è stata una mobilitazione generale di sindaci, associazioni ambientaliste, comitati cittadini. La Di Nizio-Colasante si è già appellata al Tar. Affronteremo anche questo confronto nella serena consapevolezza delle ragioni di un intero territorio e della popolazione che ci vive e ci lavora». Il Tar dovrebbe esprimersi non prima di sessanta giorni entro i quali la Di Nizio dovrà presentare motivi aggiuntivi al ricorso che ha già depositato. «Quello del Tar non sarà un giudizio di merito sull’impianto della Di Nizio, ma solo sulla conformità alle procedure e alle norme. Il Tar non autorizzerà la Di Nizio ad aprire e la pratica tornerà al comitato Via». E dopo il Tar, è prassi che l’una o l’altra parte si rivolga al Consiglio di Stato. «La Di Nizio», conclude Borrelli, «ha presentato il ricorso contro il Comune e la Regione. Si diano da fare gli uffici legali della Regione a respingere il ricorso, con la stessa convinzione e intensità così come stiamo facendo noi. Lasciamo da parte le partigianerie, se si vince, vince un territorio, se si perde perdiamo tutti. Ora è il momento di lottare insieme, Comune, Regione, associazioni, cittadini, per bloccare questo progetto».

