Il sindaco e il sì alla fontana «Sarà completata a ottobre»
Il primo cittadino non indietreggia e rilancia la posta con una nuova iniziativa: «Riporteremo alla luce anche il mosaico di epoca romana seppellito 10 anni fa»
CHIETI. Un progetto per riportare alla luce il mosaico di epoca romana trovato in piazza Valignani dieci anni fa. La fontana, invece, si farà con il benestare della Soprintendenza che ha confermato come i reperti rinvenuti durante gli scavi siano di poco conto, seppur risalenti al Settecento. Il sindaco respinge gli attacchi sulla contestata fontana di piazza Valignani e rilancia annunciando l’intenzione di valorizzare il mosaico di epoca romana ricoperto, nel 2004, da un massetto in cemento spesso 30 centimetri. Parte dei soldi necessari all’intervento potrebbero arrivare proprio dalle economie ottenute dal cantiere della fontana. Finanziato con complessivi 250 mila euro. «I lavori sono stati affidati con un ribasso d’asta del 26%. I soldi che si risparmieranno potrebbero contribuire» annuncia Di Primio « a riscoprire il mosaico di epoca romana posizionato di fronte all’ingresso del teatro Marrucino con tecniche e tempistiche ancora tutte da definire». Intanto i lavori della fontana proseguiranno in modo serrato per stessa ammissione dei progettisti, gli architetti Augusto Capone e Gianfranco Scatigna.
I REPERTI TROVATI. Sono due frammenti di un muro di fondazione di un antico palazzo esistente in piazza Valignani e poi raso al suolo agli inizi dell’Ottocento quando l’edificio è stato abbattuto per ampliare il centro storico. E’ quanto spiega il sindaco supportato da Sandra Lapenna, funzionaria archeologa della Soprintendenza. Di sicuro, però, i reperti sono molto più antichi dell’Ottocento, epoca indicata inizialmente dal Comune. «Non sono elementi di rilievo da mettere in mostra. Nel caso in cui fosse stato trovato qualcosa di epoca romana, sulla falsa riga di ciò che è avvenuto dieci anni fa, sarei stato il prim» afferma il sindaco «a cambiare le fattezze del progetto. Ma non è questo il caso». Il funzionario della Soprintendenza aggiunge sicura di sé. «La Soprintendenza si esprime su ogni lavoro effettuato in un centro storico con oltre tremila anni di storia. Sotto piazza Valignani» sorride Lapenna «pensavo di trovare l’antico “pozzo” anche se la sua localizzazione è probabilmente diversa da quella degli scavi». I due frammenti rinvenuti, di contro, appartengono, a detta di Lapenna, ad un semplice muro malmesso. «Le strutture verranno comunque catalogate e conservate» assicura Lapenna «per consentire l’opera pubblica. La nostra attenzione, ovviamente, rimarrà alta sul cantiere».”
I LAVORI. Nei primi giorni della prossima settimana si provvederà a sistemare la cabina comandi, in gergo vasca, della fontana luminosa. «Che non poggia sui reperti» precisa il sindaco «m su un terreno di riporto». Sul ruolo della Soprintendenza, poi, Di Primio aggiunge: «E’ un anno che sta monitorando questo progetto. Basti pensare che ci ha imposto anche di abbassare lo zampillo della fontana per non coprire la visuale prospettica della facciata della chiesa di San Francesco».
LA CHIUSURA DEL CANTIERE.E’ fissata per l’11 ottobre ma il sindaco si augura di tagliare il nastro prima: «Sarebbe il massimo farl nella settimana dell’Expo’ in programma dal 25 settembre al 2 ottobre».
Jari Orsini
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