Il sindaco Ferrara protegge Febo: «La maggioranza lo vuole fuori»

28 Gennaio 2024

Il primo cittadino interviene dopo gli attacchi della coalizione al presidente del consiglio comunale «Ho il sospetto che qualcuno lo voglia sostituire, ma sono sicuro che lui riuscirà ad andare avanti»

CHIETI. Il sindaco Diego Ferrara protegge il presidente del consiglio Luigi Febo, negli ultimi giorni al centro di attacchi e polemiche della maggioranza. Sono tesi i nervi nella coalizione di centrosinistra, e non solo per l’attesa riposta dei giudici sul concordato della Teateservizi. Sul presidente dell’assise civica, infatti, sono piovuti attacchi e commenti di un certo peso, a partire dalla «non conoscenza del regolamento comunale» fino alla mancata informazione dei consiglieri sullo scambio di lettere tra sindaco e prefetto circa il bilancio stabilmente riequilibrato. Il sindaco, tesserato come Febo nel Partito democratico, passa alle difese e definisce gli attacchi «infondati», «presuntuosi», e ancora «irrispettosi». Controversie che per Ferrara nascondono più di un semplice mal di pancia politico: l’intenzione sarebbe ben più corposa. «Ho il sospetto sempre più forte che qualcuno voglia sostituire Luigi Febo, fargli fare un passo indietro per prendere il suo posto». Sarebbe un riferimento a qualcuno della maggioranza? «Direi proprio di sì», taglia corto Ferrara che ripone piena fiducia nell’operato del collega. «Ritengo che il suo lavoro sia finora ben fatto e sicuramente riuscirà a rimediare a queste critiche. Confido, come sempre, che la maggioranza torni ad essere coesa, e soprattutto si vada avanti con gli obiettivi che ci siamo prefissanti».
Nove consiglieri della maggioranza hanno richiesto al presidente del consiglio gli atti sul bilancio, accusandolo di aver tenuto nascosta la corrispondenza tra Comune e prefetto sulla data entro cui approvare il bilancio in aula. Una vicenda ormai passata da settimane, ma che continua a scuotere la maggioranza. Lo conferma la mancanza del numero legale nella commissione dei capigruppo, presieduta dallo stesso Febo, che venerdì scorso è andata deserta. Pesanti le assenze dei capigruppo dem e del polo civico. «Fanno mancare i numeri per convocare il consiglio», commenta il sindaco, «lo fanno per dispetto». Eppure per Ferrara, Febo non ha commesso «nessun passo falso». Rimane intanto ancora da stabilire la data del primo consiglio del 2024: nella sala consiliare della Provincia ci saranno nuove dinamiche con cui fare i conti. Si parte dalla presentazione dei due nuovi assessori, Alberta Giannini e Massimo Cassarino, fino all’ufficialità della surroga del consigliere Aldo Grifone. Sullo sfondo ci sono i malumori del polo civico, capitanato dal leader e vice sindaco Paolo De Cesare, per la “beffa” del consigliere Filippo Di Giovanni (Pd) su cui c’era la certezza del posto in giunta. Le trattative e gli accordi per accorciare l’asse Comune-Provincia (con l’ingresso della consigliera Silvia Di Pasquale) sembravano essere infatti ormai cosa fatta. Ma Ferrara si chiama fuori dai piani: ora tira avanti per la sua strada. I numeri in consiglio? «Non li temo», conclude il primo cittadino.