Il sindaco: in autunno riapriremo il cinema

13 Luglio 2014

Pupillo incontra la cooperativa Adriatico Comunicazione, nella struttura anche altri spettacoli

LANCIANO. «Stiamo lavorando affinchè il cinema Maestoso possa aprire in autunno». Il sindaco Mario Pupillo, replica ai timori dell’ex gestore delle sale cinematografiche di Lanciano e di Rocca San Giovanni, Sergio Rendine, della Cinemedia srl, sulla difficoltà di usufruire a breve il cinema di via Bellisario, nel quartiere Santa Rita. Mentre le sei sale del Ciakcity di Rocca San Giovanni sono operative da qualche giorno, potrebbe volerci tempo per ripristinare gli spettacoli nelle quattro sale del Maestoso che ha bisogno di alcuni permessi di agibilità e di almeno 200mila euro di investimenti solo per il passaggio dalla pellicola al digitale.

«Abbiamo intrapreso dei contatti informali con la cooperativa Adriatico Comunicazione», spiega il sindaco Pupillo, «e constatato la volontà di riaprire il cinema a Lanciano e renderlo fruibile non solo per gli spettacoli cinematografici». L’idea è di sfruttare meglio la sala 1, la più grande e anche la più dispendiosa dal punto di vista dei costi visto che conta ben 700 posti a sedere, che potrebbe essere utilizzata non solo per il cinema. Ma si tratta solo di idee progettuali che devono essere perfezionate. Quel che conta, per il primo cittadino, «è che ora si sia intrapreso un dialogo serio con i nuovi gestori. Stiamo valutando diverse opzioni, di sicuro l’obiettivo è riaprire il Maestoso».

Il sindaco risponde anche alle polemiche di Rendine, proprietario del multisala Ciakcity di Rocca San Giovanni e di una cessione della struttura del Maestoso da parte del Comune di Lanciano per 40 anni, che accusa la giunta di non aver voluto investire nulla nella struttura lancianese. «È Rendine che non ha saputo aprirsi e integrarsi al territorio», rimarca Pupillo, «non il contrario. Sono tante le associazioni che si sono confrontate con lui e che hanno sempre trovato le porte chiuse tanto da essersi rivolte altrove per le manifestazioni. Quanto al materiale accumulato nei sotterranei», conclude il primo cittadino, «la responsabilità è da ricercare nell’operato dell’ex amministrazione Paolini che ha concesso quegli spazi a un privato. E' vero invece che abbiamo parlato di un progetto di ristrutturazione, ma si trattava di cifre che l’amministrazione non poteva e non può permettersi».

Daria De Laurentiis

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