Il sindaco multa la Soprintendenza

Di Primio non fa sconti: intima di ripulire l’area indecente della Civitella
CHIETI. «Indecente». È l’aggettivo usato dal sindaco Umberto Di Primio per descrivere lo stato di abbandono che soffoca il parco archeologico della Civitella.
Erbacce e sporcizia che dovranno essere rimosse dalla Soprintendenza archeologica entro 10 giorni dalla ordinanza sindacale emessa ieri. È la prima volta che il sindaco usa il pugno di ferro per tutelare uno dei luoghi più preziosi della città. «Sono stanco di dovermi prendere colpe che non ho» puntualizza con il dente avvelenato «alle mie erbacce ci penso io, gli altri pensino alle loro».
Il primo cittadino è un fiume in piena «sono 4 anni che chiediamo alla Soprintendenza di dare decoro a quel che resta dello Stellario (gloriosa discoteca all’aperto che dal 2003 al 2010 ha portato a Chieti, per ogni evento, oltre 2mila persone ndr). Mi hanno sempre risposto che non hanno fondi per farlo. Per andargli incontro abbiamo chiesto che la gestione della struttura passasse al Comune. Ma non c’è stato nulla da fare. E così ogni anno dobbiamo assistere a quello scandalo». Ora però il primo cittadino dice basta. «Il proliferare della vegetazione spontanea offre riparo ed habitat ad insetti e animali indesiderati, determinando l'insorgenza di inconvenienti igienico-sanitari, nocumento per la salute dei cittadini ed inoltre» si legge nell’ordinanza «situazioni lesive all'incolumità pubblica, esponendo il centro abitato e le zone limitrofe a rischio di incendi di natura colposa o causati da autocombustione». Ma l’area archeologica per Di Primio va ripulita a dovere anche perché «il luogo è altamente frequentato da visitatori, residenti e non residenti». Se entro 10 giorni i lavori non verranno eseguiti scatteranno le multe fino a 500 euro. «Una cosa è certa» sottolinea Di Primio «se non provvederanno loro ci penseremo noi, ma gli manderemo il conto delle spese». E conclude con un’altra tirata d’orecchie: «Da un anno ho trovato un gruppo di privati disposto a gestire lo Stellario. Ma la Soprintendenza non si è neppure degnata di rispondermi». Come dire: meglio le ortiche alla cultura.
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