«Il sindaco non risponde alla minoranza»

15 Dicembre 2023

VILLA SANTA MARIA. «Il sindaco Giuseppe Finamore mortifica il consiglio comunale»: questa è l’accusa che il gruppo di minoranza Mo’ Cambiavento del capogruppo Francesco Paolo Falconio, indirizza...

VILLA SANTA MARIA. «Il sindaco Giuseppe Finamore mortifica il consiglio comunale»: questa è l’accusa che il gruppo di minoranza Mo’ Cambiavento del capogruppo Francesco Paolo Falconio, indirizza verso il primo cittadino. «Sono passati oltre sette mesi dalle elezioni comunali e come gruppo consiliare stiamo cercando di fare il nostro dovere esercitando i diritti sanciti nei riguardi delle opposizioni costituite, ma tali diritti vengono calpestati dal sindaco che sistematicamente non risponde a nessuna delle nostre richieste violando in modo palese la legge e mostrando un atteggiamento sprezzante e irrispettoso verso tutti i cittadini che hanno espresso la loro preferenza per il nostro gruppo».
La legge 241/90 fissa in 30 giorni il termine entro il quale gli organi della pubblica amministrazione sono tenuti alla conclusione dei procedimenti amministrativi non complessi, tra i quali vi è l’accesso agli atti e la richiesta di informazioni. Per il gruppo di minoranza sette sono le richieste senza risposta tra le quali: richiesta delle credenziali di accesso al protocollo informatico dell’ente, elenco dei beneficiari della misura di sostegno “Carta risparmio spesa 2023”.
«Abbiamo sollecitato», continua il capogruppo di minoranza, «anche copie di due fatture regolarmente pagate dall’ente e a quali prestazioni erano riferite; inoltrato al sindaco l'istituzione di una commissione consiliare permanente che potesse trattare in maniera più compiuta il delicato tema della sanità; sempre al sindaco, la convocazione di un consiglio comunale urgente nel quale discutere in maniera più compiuta il delicato tema del dimensionamento scolastico». A quanto pare tutte richieste inevase.
«Domandiamo al sindaco», conclude Falconio, «se questa anomala situazione sia frutto di una disfunzione degli uffici preposti, o di una scelta deliberatamente ponderata dalla amministrazione comunale che facciamo fatica a comprendere la scelta ma della quale siamo disposti a prenderne atto dopo aver ascoltato le ragioni della assunzione della stessa». (m.d.n.)
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