Il sindaco ora rompe il silenzio: «Pronto a risolvere i problemi»

20 Febbraio 2024

Ferrara, dopo aver minacciato le dimissioni, si prepara al confronto di lunedì con partiti e liste civiche: «Non pensavo si potesse scatenare questo putiferio, ma ho le idee chiare su obiettivi e rapporti politici»

CHIETI. «Non immaginavo che un confronto con i referenti politici della mia coalizione potesse scatenare tale e inutile putiferio». Il sindaco Diego Ferrara rompe il silenzio stampa dopo la minaccia delle sue dimissioni perché alcuni consiglieri di maggioranza volevano assentarsi alla Conferenza dei gruppi consiliari. Il sindaco si prepara al confronto con le forze politiche di maggioranza che pretendono risposte. Sul Centro è stata pubblicata la lista di dieci punti dei consiglieri: “Ecco le questioni importanti per la città, non le poltrone”. Nelle richieste si va dal piano b per la Teateservizi fino al caso dell’ex asilo Peter Pan destinato a diventare una casa di comunità. Le debolezze dell’amministrazione sono campo fertile per l’opposizione: per Fratelli d’Italia «i 40 mesi di governo Ferrara sono stati un fallimento».
LE PAROLE DEL SINDACO Tra meno di una settimana Ferrara si troverà davanti ai rappresentanti di partiti di centrosinistra e liste civiche che ha convocato lunedì per discutere degli equilibri di maggioranza. «Non immaginavo che un confronto con i referenti politici della mia coalizione, avvenuto ciclicamente altre volte in questi tre anni, potesse scatenare tale e inutile putiferio», spiega Ferrara, «ho sempre avuto le idee chiare sul raggiungimento degli obiettivi della mia amministrazione e sui rapporti rappresentativi in giunta e Consiglio comunale». Ferrara è pronto al confronto, anche quando le vedute di pensiero di chi fa parte della sua squadra sono diverse dalle sue. «Chi mi conosce», continua il sindaco, «o ha imparato a conoscermi, sa che sono profondamente e convintamente favorevole al confronto e alla condivisione per qualsiasi problema».
L’OPPOSIZIONEL’opposizione, davanti ai contrasti in maggioranza, ne approfitta per rimarcare il dissenso verso il governo cittadino. «Bisogna mettere fine a questa esperienza», attaccano i consiglieri di FdI Carla Di Biase, Giuseppe Giampietro e Roberto Miscia, «l’analisi dei 40 mesi di amministrazione Ferrara ci regala una fotografia impietosa di quello che sono stati questi anni: un totale fallimento. Tunnel di largo Barbella ancora chiuso, palazzo d’Achille abbandonato a sé stesso, finanziamenti persi, opere come il recupero della ex pescheria gestite con un imbarazzante dilettantismo, per non parlare della concessione dell’ex asilo Peter Pan alla Asl, diventata una barzelletta con sindaco e assessore Fabio Stella divenuti parodia di loro stessi e che si agitano alla ricerca di colpevoli altrove, mentre basterebbe guardarsi allo specchio». La minaccia delle dimissioni del sindaco, per Fratelli d’Italia, è solo «annuncite», dice il partito, «in un simile contesto, aspettiamo il 10 marzo e gli esiti della consultazione elettorale, quando falliranno i tentativi di fuga di molti amici di Ferrara». «Per quali concrete misure, centrodestra e centrosinistra stanno lavorando?», è la domanda del segretario cittadino di Forza Nuova, Francesco Elia De Petris, «non sarà forse questo il riflesso di una politica che non consiste per prassi nello spirito di un servizio, ma nel solo fare opposizione alle idee altrui per ottenere un certo consenso?».