Il sindaco: per il nuovo ospedale paghino anche gli altri Comuni

26 Aprile 2023

Menna chiede alla Asl di convocare una conferenza dei servizi con i colleghi degli altri centri del Vastese Da San Salvo arriva il sostegno di De Nicolis: «Verificheremo come devono essere suddivisi gli oneri»

VASTO. Garantire ai cittadini un’assistenza sanitaria adeguata. Francesco Menna annuncia una vera e propria battaglia sulla sanità. Il primo cittadino chiede alla Asl di convocare prima possibile una conferenza di servizi per fare chiarezza una volta per tutte sul futuro ospedale che sarà realizzato in località Pozzitello. «Alla conferenza di servizi», afferma Menna, «dovranno essere presenti tutti i sindaci del territorio. Anche loro saranno chiamati a sostenere delle spese». Menna torna poi sull'urbanizzazione di contrada Pozzitello. «La Regione dice che le spese sono a carico del Comune?», chiede Menna. «Benissimo, allora il Comune fa i lavori, la Regione, come previsto dalla legge, paga gli oneri di urbanizzazione e la fidejussione. L'importante è fare presto. Si è già perso troppo tempo. La mia battaglia non significa che ho intenzione di candidarmi alle elezioni regionali. Resto a Vasto e reclamo per Vasto e per un bacino di utenza di 300mila persone una sanità dignitosa. Aspetto con ansia la convocazione della conferenza di servizi»,.
Il sindaco di San Salvo, Emanuela De Nicolis, decide di fare fronte comune con il primo cittadino di Vasto. «Parteciperemo alla conferenza di servizi e verificheremo tecnicamente come dovrebbero essere suddivisi oneri e onori», dice De Nicolis. «Al di là di questo, il Comune di San Salvo invita i Comuni ad unirsi per il bene del territorio. Personalmente cercherò di fare opera di mediazione fra Regione, Asl e Comune di Vasto».
Il consigliere regionale Silvio Paolucci torna nel frattempo a sollecitare interventi sull'ospedale San Pio. «Va puntata l'attenzione sull’agonia della struttura», dice Paolucci. «Come la maggior parte di tutte le altre strutture sanitarie abruzzesi, colleziona: carenza di medici, sensibile calo di operazioni, tempi biblici che costringono i pazienti a operarsi altrove, liste lunghe anche per prevenzione e prestazioni specialistiche, reparti chiusi subito dopo l’inaugurazione, come è successo alla lungodegenza o ridotti al collasso ogni giorno, come Medicina e Geriatria e altri reparti. Una realtà a cui fa da contraltare un’ipotesi di rilancio del presidio che è stato annunciato, ma di cui non esiste ancora il progetto esecutivo. Atti che impegnano la Regione a fare, ma senza copertura o con coperture parziali e insufficienti persino ad avviare l’iter. Ora», conclude Paolucci, «Regione e Asl cercano di smarcarsi e attribuiscono al Comune competenze che non ha, non essendo titolare del progetto, ma soprattutto colpe di altri. Ad esempio quelle di chi è stato pronto a finanziare il Napoli Calcio e a stanziare milioni di euro per un sostegno che agli abruzzesi non porta nulla, ma non è capace di trovare risorse per coprire tutto il progetto di un ospedale, oneri concessori compresi, che deve dare risposte a un territorio intero e a una comunità che dall’Abruzzo scappa per curarsi fuori».
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