Il sindaco Pupillo: la città perde un figlio

Il cordoglio di amici e avversari politici. D’Alfonso: amministratore instancabile. Di Naccio: ciao amico mio
LANCIANO. Un amico, un passionale, una persona semplice, ma combattiva, innamorata della sua Lanciano. È così che Lanciano ricorda Pino Valente, il guerriero frentano, che non hai mai smesso di informarsi della sua città e dell’affetto dei suoi concittadini nemmeno in ospedale, nei suoi giorni più cupi e difficili. La scomparsa di Valente lascia una città ammutolita nel dolore, ma allo stesso tempo provoca un fiume di reazioni sul web e sui social network, strumento amatissimo dal vice sindaco che non lasciava mai il punto sulle critiche ricevute, sui consigli e nei dibattiti on line. Lo ricordano con affetto in tantissimi, avversari politici e amici, ex militanti e conoscenti.
È affranto il sindaco Mario Pupillo: «La prematura scomparsa di Pino è un dolore troppo grande, troppo forte, per me e per tutti noi. Oggi Lanciano perde un valido amministratore, un vicesindaco appassionatissimo della città e delle sue tradizioni, un figlio che ha saputo dedicare i suoi anni migliori alla comunità con un impegno politico e civico di grande, grandissima, importanza».
«Pino era un amico, un compagno di curva e di trasferte», lo ricorda il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu, «un collega amministratore, un uomo con cui confrontarsi, a volte anche in modo forte per poi ritrovare insieme la via maestra. Siamo e siamo stati una grande famiglia più che una coalizione di governo. Pino era l’anima di Lanciano, con il suo essere gioviale e scherzoso ma anche estremamente serio e deciso nel portare avanti i progetti a cui teneva». «Mi conforta saperti in mani sicure», scrive Antonio Di Naccio, ex assessore che negli ultimi mesi era fuoriuscito da Progetto Lanciano, il movimento civico fondato da Valente, «hai dato tanto a questa città, con amore e sacrificio. Resterai nei cuori di tutti. Una parte di me è andata via con te, ma una grande di te è rimasta con me. Ciao amico mio».
Anche il presidente della Regione Luciano D’Alfonso affida a un post su Facebook il ricordo dell’ex vicesindaco: «Apprendo con vivissimo dolore della morte di Pino Valente, amministratore di rara sensibilità e instancabile energia. Mi riesce difficile pensare che egli non sia più con noi. Mancherà alla sua comunità, alla sua città, all’Abruzzo tutto. Alla sua famiglia giungano le condoglianze mie e di tutti gli abruzzesi». «Se ne è andato innanzitutto un amico, un uomo capace e determinato», commenta il segretario regionale Udc e sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, «doti che aveva fatto emergere nel suo impegno politico per la sua adorata Lanciano. Pino in pochi anni era diventato un protagonista. Era animato da una gran voglia di fare, di cambiare. Prendeva tutto a cuore come se quella fosse la sua missione». Con Valente anche gli avversari politici depongono le armi. «Non doveva finire così», scrive Tonia Paolucci, leader di Libertà in azione, «la guerra la dovevi vincere. Ci siamo confrontati, rispettandoci sempre, su tante cose. Perché eravamo avversari in politica ma amici nella vita». E sono centinaia i messaggi delle persone comuni, i ricordi che si fanno strada nel dolore di una morte che ha sconvolto tutta la città.
Daria De Laurentiis
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