Il sindaco Pupillo: più progetti per intercettare fondi europei

LANCIANO. «Il problema non è a quale bando un Comune può partecipare, ma quale progetto ha per poter ottenere i finanziamenti europei». Esordisce così Massimo Paolucci, europarlamentare del gruppo...
LANCIANO. «Il problema non è a quale bando un Comune può partecipare, ma quale progetto ha per poter ottenere i finanziamenti europei». Esordisce così Massimo Paolucci, europarlamentare del gruppo Alleanza Progressista di socialisti e democratici, invitato ieri mattina a Palazzo di città per una “lezione” sui fondi europei e i rapporti con le comunità locali. «È fondamentale relazionarsi con gli enti superiori», sottolinea il presidente del consiglio comunale, Leo Marongiu, «perché il Parlamento europeo può e deve essere decisivo con gli enti locali». Paolucci è stato accolto dal sindaco Mario Pupillo e dall’assessore alle politiche sociali e comunitarie, Dora Bendotti (nella foto) assieme a funzionari e consiglieri del Comune. «Quando ci siamo insediati», spiega il primo cittadino, «uno dei miei primi impegni è stato quello di organizzare un team Europa. A causa della spending review e al ridimensionamento del personale non abbiamo potuto organizzarci con la costituzione di un ufficio autonomo, né abbiamo potuto utilizzare le ottime risorse all’interno del Comune per uno studio dedicato e ci siamo serviti di consulenti esterni. Abbiamo sviluppato, però, il progetto Mobility Leonardo che ha portato dei giovani della Comunità Europea a lavorare nell’ente e in altre realtà cittadine e, ad esempio, abbiamo sfruttato il fondo di sviluppo rurale europeo per il punto di accoglienza Time e la sala di degustazione nella ex sede della Scuola civica di musica. Il nostro obiettivo è quello di incrementare questa progettualità». Paolucci, che si è interessato alla realtà EcoLan e alla gestione pubblica dei rifiuti urbani, dà qualche consiglio. «Nella programmazione degli accessi ai bandi non bisogna solo guardare alle statistiche, ma soprattutto alla qualità dei progetti», sottolinea, «inoltre dobbiamo superare la logica campanilistica e ragionare per ambiti e zone omogenee, oltre che coordinare i progetti tra i vari enti perché spesso la mano destra non sa quello che fa la sinistra». Utile è poi specializzarsi sul tema della sostenibilità ambientale «che in Europa è trasversale e universalmente accettato in numerosi settori» e considerare i cosiddetti “fondi diretti”, perché «chiedono cofinanziamenti più bassi, sono periodici e il partenariato pubblico/privato è spesso più agevole».
Daria De Laurentiis
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