Il sindaco sceglie gli assessori: scoppia la polemica in Comune

27 Dicembre 2023

Alberta Giannini e Filippo Di Giovanni sono in pole position per le deleghe al Sociale e alle Partecipate M5S spacca il fronte: «Con tre rappresentanti del Pd si sbilanciano i rapporti di forza in giunta»

CHIETI. I due nuovi assessori che tra pochi giorni entreranno nella giunta di centrosinistra fanno discutere. L’ultima parola spetta al sindaco Diego Ferrara, ma la maggioranza solleva polemiche sui due nomi in pole position che andranno a occuparsi delle deleghe alle Politiche della casa e al Sociale. I consiglieri, infatti, non sembrano dare pieno appoggio politico al nome di Filippo Di Giovanni, consigliere del Partito democratico, e a quello di Alberta Giannini, della lista La sinistra con Diego.
LA POLEMICAAl Movimento 5 Stelle non va giù la presenza di un terzo rappresentante del Pd in giunta. A dirlo è l’assessore pentastellato Fabio Stella. «Il sindaco deve essere attento a non squilibrare troppo la giunta perché così si creano fibrillazioni che compromettono il lavoro», dice Stella, «non sarebbe corretta l’entrata di una terza persona del Pd». Dopo gli assessori Stefano Rispoli e Chiara Zappalorto, Di Giovanni sarebbe infatti il terzo rappresentante del partito nella squadra targata Ferrara. «Una nomina che è riconducibile a un partito sbilanciano i rapporti delle forze in giunta», continua Stella che, prima di Natale, ha incontrato il sindaco, insieme al consigliere Luca Amicone e alla deputata Daniela Torto, e rivendicato «la necessità di individuare assessori esterni alle forze politiche». «Tre del Pd potrebbero aprire le porte a rivendicazioni del polo civico, come è già accaduto in passato per la nomina dei dirigenti, ad esempio Angela Falcone», commenta Stella.
VECCHI MALUMORI I malumori dei pentastellati risalgono però a qualche anno fa, più precisamente all’esito delle elezioni comunali. «Abbiamo preso quasi gli stessi voti del Pd», ricorda Stella, «con una differenza di una manciata di voti. Ora siamo meno rappresentanti in consiglio perché non abbiamo fatto l’apparentamento». Il Movimento 5 Stelle a marzo 2020 aveva chiuso le elezioni con un totale di 1.655 voti; a differenza del Pd che ne aveva raccolti 1.659.
LE PARTECIPATEÈ conto alla rovescia per le nomine: entro fine anno il sindaco passerà all’ufficialità. Gli Affari legali, Politiche della casa, Personale e Rapporti con le organizzazioni sindacali – delega prima di competenza dell’avvocato Enrico Raimondi – sono i temi più delicati in questo momento per il Comune alle prese con il risanamento delle casse. Ed è per questo che anche Edoardo Raimondi, consigliere di Liberi a sinistra, rivendica una «saggia scelta» a Ferrara. «Mi auguro per il sindaco prenda una saggia scelta perché ha in mano il bene della città», dice Raimondi, «chi ha rappresentato posizioni diverse dal centrosinistra, come per il capitolo delle partecipate, va in contrasto con le linee di mandato e ora si trova a fare l’assessore: forse potrebbe risultare problematico perché può fare del male alla città». Chiaro il riferimento a Di Giovanni che «era assente», continua Raimondi, «durante il consiglio per il voto sulla delibera salva Teateservizi. Spero che il sindaco tenga conto di questo scenario: la sua scelta determina il buon o non funzionamento della città».
DELEGA AL SOCIALEIn Comune anche il nome in pole position di Alberta Giannini non è esente dalle discussioni. «Con Giannini abbiamo condiviso un lungo percorso, siamo stati eletti insieme e formato una lista», aggiunge Raimondi, «c’è sicuramente un rapporto di vicinanza politica, ma continuiamo ad auspicare figure esterne e legate al tema». Per il vicesindaco e leader del polo civico teatino Paolo De Cesare il sostituto di Maretti «è di competenza del gruppo di Liberi a sinistra, mentre quello di Raimondi è prerogativa del sindaco».