Il sindaco scrive agli Uffizi: «Dateci il dipinto di Nicola»

GUARDIAGRELE. Con una lettera inviata al direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt, il sindaco Donatello Di Prinzio, ha formalmente richiesto il ritorno nella cittadina del dipinto...
GUARDIAGRELE. Con una lettera inviata al direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt, il sindaco Donatello Di Prinzio, ha formalmente richiesto il ritorno nella cittadina del dipinto recentemente restaurato della "Madonna dell'Umiltà", realizzato dal grande orafo e incisore del tardo Quattrocento Nicola da Guardiagrele, attualmente esposto nel museo fiorentino, nella sala n.7, quella dedicata al Gotico Internazionale.
«Il nostro desiderio», precisa il primo cittadino, «sarebbe quello di poter esporre l'opera per qualche settimana all'interno dei locali del Museo del duomo, dotati di sistemi di allarme e sorveglianza che ne consentono una custodia in sicurezza, dove inoltre sono ospitate anche altre opere del maestro guardiese, tra le quali i resti della famosa croce processionale del 1431, trafugata nel 1979».
Di Prinzio nella lettera precisa quindi di restare in attesa di un colloquio con il direttore della Galleria degli Uffizi, per studiare in maniera dettagliata quelle che potrebbero essere le eventuali modalità per la realizzazione del trasferimento-esposizione. Va ricordato che la scoperta della "Madonna dell' Umiltà", fu rivendicata dalla rivista "L'illustrazione Abruzzese" con un articolo pubblicato nel n. 2 del 1905. L'opera, che rappresenta l'unico dipinto importante del maestro guardiese, nello stesso anno, fu acquista per pochi soldi da un antiquario fiorentino che la inviò alla Mostra d'arte antica che si teneva a Chieti. L'anno dopo, venne poi rivenduta per una cifra altissima al museo fiorentino. Restò quindi abbandonata nei depositi del museo fino al 1994, quando in seguito all’attentato di via Dei Gergofili, fu collocata all'interno del museo, in occasione di un suo riordino.
«Nel dipinto», spiega Giosa Menna, «la Vergine viene raffigurata coperta da un manto azzurro ricamato su un tessuto broccato con fiori d'oro e foglie blu, siede su un cuscino marrone con ricami dorati. Nell'incavo delle ginocchia, tiene il Bambino addormentato, mentre solleva con entrambe le mani un velo trasparente che lo ricopre. Un tappeto rosso decorato da fiori d'acanto dorati, steso ai suoi piedi, e un fondo dorato, tracciano una linea ideale che divide simmetricamente il quadro. La figura del Bambinello, tra terra e cielo, padre e figlio nel contempo, fungendo da cerniera di questa direttrice, richiama l'attenzione dello spettatore. Infine, due angeli eterei, dello stesso colore del cielo, stringono nel cingere la Madonna, una corona aurea».
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