Il sindaco torna alla carica: via le biomasse da Treglio

13 Maggio 2016

Berghella presenta una nuova richiesta per delocalizzare centrale e sansificio «Stop alle autorizzazioni per questi impianti, la Regione faccia la sua parte»

TREGLIO. Una nuova richiesta di delocalizzazione degli impianti a biomasse e un incontro con l’assessore regionale alle attività produttive, Giovanni Lolli, per definire un tavolo regionale che imponga nuove regole e nuovi stop a centrali potenzialmente dannose per la salute e l’ambiente. Il sindaco Massimiliano Berghella prosegue la sua battaglia per liberare il piccolo comune frentano dai fumi e dai rumori della centrale a biomasse e del sansificio Vecere. Ieri il primo cittadino si è recato in Regione per chiedere «un aiuto concreto per il rilascio delle autorizzazioni». Gli impianti, posti sotto sequestro lo scorso gennaio per una serie di violazioni ambientali, sono attualmente fermi. Lo scorso 3 gennaio è stato imposto lo spegnimento di un essiccatore che era stato autorizzato per qualche mese.

Nei mesi scorsi si sono svolte, invece, le prime fasi del processo che vede imputati per reati ambientali gli imprenditori Antonio Vecere per la Gct srl ed Enrico Vecere per il sansificio. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Menditto, era partita dalle denunce dell’associazione Nuovo Senso Civico. Attualmente le due imprese svolgono soltanto la commercializzazione della sansa e l’autorizzazione alle attività scade alla fine di dicembre. Perché, dunque, inoltrare una nuova richiesta di delocalizzazione agli impianti? «La delocalizzazione fa parte delle condizioni presenti nell’autorizzazione rilasciata nel 2011», spiega il primo cittadino, «che chiarivano espressamente che l’autorizzazione veniva rilasciata solo per il sansificio e per un quinquennio nel quale bisognava programmare una delocalizzazione. Era un vincolo ben preciso che io voglio far rispettare. Già ad ottobre avevamo incontrato i titolari delle centrali per chiedere una delocalizzazione degli impianti e in quella sede era stata dimostrata ampia disponibilità». Ma a quell’incontro in Comune non sono seguiti i fatti. «In questo periodo non ho ricevuto risposte in tal senso», prosegue Berghella, «e non sono stati avviati ammodernamenti tecnici o delocalizzazioni di sorta. Ecco perché inoltro una nuova richiesta: sia io che i cittadini vogliamo che questi impianti siano dislocati altrove». E ci sarebbe anche il pericolo di una nuova richiesta di autorizzazione da parte dei titolari della centrale. «Come Comune di Treglio non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione dalle imprese, dal Suap o dalla Regione», specifica Berghella, «ma si vocifera che si stia tentando di avanzare una nuova richiesta. Ecco perché, se mai dovesse arrivare, voglio tutelare il nostro territorio per tempo». E questa volta l’amministrazione comunale chiede a gran voce che la Regione faccia la sua parte. «Le competenze riguardo i settori ambiente ed energia dal 1° aprile sono passate dalle Province alla Regione», prosegue il sindaco, «voglio che fin da ora si costituisca un tavolo per arginare nuove autorizzazioni». (d.d.l.)

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