Il sottosegretario rassicura sul tribunale

22 Marzo 2019

Sit-in al ministero di toghe e sindaci: dopo due ore l’incontro con Morrone. L’avvocato Pennetta: criminalità vicina, fate qualcosa

VASTO. Il silenzio a volte è più efficace di urla disperate. Il silenzio di quel gruppo di sindaci e toghe vastesi riunito ieri mattina davanti al ministero della Giustizia non è caduto nel vuoto. Il sottosegretario Jacopo Morrone, ha ricevuto l’avvocato Angela Pennetta, in veste di portavoce della società civile di Vasto e i sindaci di Vasto e San Salvo, rispettivamente Francesco Menna e Tiziana Magnacca. La Pennetta ha chiesto al rappresentante di governo un decreto urgente per ripristinare la pianta organica amministrativa del tribunale. Passaggio essenziale per la sopravvivenza del presidio di giustizia. La sua richiesta è stata presa in considerazione. Non è certo una vittoria ma è sicuramente un importante passo in avanti verso la rivisitazione del progetto di soppressione dei tribunali cosiddetti minori. Non a caso Angela Pennetta ha scelto la data del 21 marzo, giorno dedicato a tutte le vittime di mafia. «Questo accade dove non c’è giustizia», ha ricordato l’avvocato. «Vasto ha bisogno di giustizia, legalità e sicurezza».
LA PARTENZA. La delegazione vastese è partita ieri mattina da Vasto dal piazzale del terminal bus poco dopo le 7. Sul pullman sono saliti avvocati, rappresentanti delle associazioni cittadine e 28 sindaci. L’alzataccia non li ha affatto scoraggiati. «Al contrario», ha detto Massimo Di Lorenzo, presidente degli operatori turistici della Marina. «La necessità di evitare che la città resti nuda in mano alla criminalità ci dà la forza di combattere». Alle 10,30 il pullman è arrivato nella Capitale ed ha raggiunto la sede del ministero.
IL SIT-IN. I sindaci hanno indossato la fascia tricolore, gli avvocati la toga. Fermi in piazza Cairoli, a pochi passi dal ministero, non sono passati inosservati. La delegazione formata da 50 persone è rimasta ferma dalle 11 alle 13. Collegati da un ponte telefonico Roma-Vasto, la Pennetta e i sindaci hanno assistito soddisfatti al flash mob vastese. I rappresentanti del ministero, dapprima scettici, davanti alla protesta composta e soprattutto davanti al numero di sindaci presenti, hanno deciso di ricevere la delegazione.
IL COLLOQUIO. A ricevere Angela Pennetta e i sindaci di Vasto e San Salvo (in rappresentanza anche dei colleghi), è stato il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone. «Morrone è stato gentilissimo e ha ascoltato attentamente le richieste espresse a nome di tutta la società civile del Vastese», ha detto al termine del colloquio Angela Pennetta. «Davanti alle foto del flash mob vastese, il sottosegretario ha compreso il bisogno della nostra città e dell’intero territorio di difendersi dal rischio delle infiltrazioni della criminalità organizzata. Ho spiegato al sottosegretario che anche se la chiusura del tribunale è fissata a settembre 2021, di fatto, senza personale amministrativo, la struttura è già alla paralisi. Per questo ho invocato un decreto urgente per ripristinare in primis la pianta organica amministrativa e subito dopo decidere il futuro della sede giudiziaria. Io e chi mi ha affiancato a Roma abbiamo chiesto alla politica di decidere al più presto e non nel 2021. Abbiamo chiesto al governo di assumere una posizione chiara e inequivocabile sulle sorti e sulle promesse di salvaguardia del tribunale di Vasto. Il sottosegretario ci ha ascoltato e rassicurato. Per quanto mi riguarda al momento sono soddisfatta. Ora attendiamo i risultati di questa giornata di protesta», ha concluso Pennetta. Vasto e l’Abruzzo confidano in un’opportuna rivisitazione della riforma sulla geografia giudiziaria. Il tribunale di Vasto possiede tutti i requisiti che giustificano la sua sopravvivenza: la distanza eccessiva dalla sede accorpante, le caratteristiche orografiche del proprio circondario, la pressante presenza di criminalità organizzata. «In passato abbiamo ricevuto tante promesse. Ora non è più tempo di promesse. È tempo di fatti. La società civile chiede i fatti».
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