Il Tar: Bellafronte resta direttore del Polo culturale

4 Marzo 2020

VASTO. Il maestro Raffaele Bellafronte resta direttore del Polo culturale. Il Tar di Pescara – presidente Renata Emma Ianigro, consiglieri Massimiliano Balloriani e Pietro De Berardinis – ha...

VASTO. Il maestro Raffaele Bellafronte resta direttore del Polo culturale. Il Tar di Pescara – presidente Renata Emma Ianigro, consiglieri Massimiliano Balloriani e Pietro De Berardinis – ha rigettato il ricorso presentato dal concertista romeno Mihai Ungureanu dichiarandolo su alcuni punti infondato e su altri inammissibile «per carenza di interesse». È giunta così al capolinea una vicenda iniziata il 6 dicembre 2018 quando l’ex direttore della orchestra Filarmonica Oltenia di Craiova si rivolse ai giudici amministrativi contestando la sua esclusione al colloquio finale dell’avviso indetto dal Comune per via del punteggio insufficiente (10/70) che gli era stato attribuito dalla Commissione, circostanza che non gli aveva consentito di accedere alla prova finale della selezione vinta dal maestro vastese, Raffaele Bellafronte. Nel contenzioso si sono costituiti in giudizio il Comune con l’avvocato Nicolino Zaccaria e Bellafronte con gli avvocati Giuseppe Gileno e Salvatore De Simone, mentre Ungureanu è stato rappresentato e difeso dai legali Arnaldo Tascione e Davide Pellegrino. Secondo i giudici amministrativi il ricorrente, che ha impugnato tutti gli atti della procedura di selezione, «avrebbe dovuto dare prova che con una diversa attribuzione dei punteggi, avrebbe superato gli altri candidati e si sarebbe classificato al primo posto». In prima battuta il Tar aveva accolto l’istanza cautelare contenuta nel ricorso di Ungureanu, sospendendo l’efficacia degli atti impugnati e rinviando la trattazione nel merito al 6 dicembre 2019. Il Comune avrebbe dovuto quindi, nel termine perentorio di due mesi, indire un nuovo bando e nominare una nuova Commissione, ma il Consiglio di Stato a cui si rivolsero il Comune e il maestro Bellafronte, ribaltò tutto. In sostanza i giudici di Palazzo Spada ritennero che non c'erano i presupposti per accogliere l’istanza cautelare. (a.b.)
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