Il Tar blocca il dragaggio del porto di Ortona

Appalto da 9 milioni di euro incompleto: i giudici amministrativi annullano l’affidamento dei lavori
ORTONA. «Il Tar di Pescara ha annullato l’affidamento dei lavori per il dragaggio, confermando di fatto tutte le preoccupazioni che avevamo sollevato nei mesi scorsi». Due giorni dopo l’intervento in Capitaneria di porto del consigliere regionale con delega ai trasporti, Camillo D’Alessandro, che ha presentato le opere previste nel Masterplan per Ortona proclamando una svolta per il locale scalo marittimo, è Mauro Febbo a smorzare ogni entusiasmo. Il presidente della commissione di vigilanza ha tenuto ieri mattina una conferenza stampa a Palazzo di città insieme al consigliere comunale di Forza Italia, Tommaso Cieri, annunciando lo stop al dragaggio (lavori da oltre 9 milioni di euro) arrivato dal Tribunale amministrativo regionale.
È stato proprio Cieri a spiegare il perché sia stata annullata la determinazione di aggiudicazione dell’appalto per l’affidamento della progettazione definitiva-esecutiva e la realizzazione di opere di escavazione e approfondimento dei fondali del bacino portuale: «Dalla lettura della sentenza si evince quanto avevamo cercato di evitare chiedendo di dettagliare l’offerta proprio in relazione allo smaltimento della sabbie, specie quelle di categorie B1 e B2», ha dichiarato il consigliere comunale. «Non è possibile effettuare un’offerta se il bando è indeterminato, se non vi sono racchiusi tutti gli elementi caratteristici del lavoro che si deve effettuare. L’aver lasciato all’iniziativa degli offerenti la possibilità di meglio determinarsi sullo smaltimento della sabbie, peraltro, con tutte le limitazioni che vi erano, è stato un grave errore».
Oltre a mancanze di tipo formale come l’assenza della presentazione dello studio di impatto ambientale o la nomina del geologo, ecco cosa emerge da uno dei passi chiave della sentenza del Tar: «La relazione geologica presentata non aveva un livello di definizione tale da non comportare significative differenze tecniche e di costo nella successiva progettazione esecutiva in quanto, relativamente alla nuova vasca di colmata, l’Ati vincitrice della gara (la Dragaggi, ndc), nell’offerta aveva precisato testualmente che tale area avrebbe dovuto costituire oggetto di una nuova indagine in fase di progetto esecutivo “al fine di confermare i dati stimati in questa sede di calcolo”».
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