Il Tar dà lo stop al dissesto del Comune

Accolto il ricorso dell’opposizione: ora l’amministrazione deve valutare un piano finanziario diverso
GUARDIAGRELE . Il Tar di Pescara dà lo stop al dissesto finanziario dichiarato un anno fa dal Comune di Guardiagrele. Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato dai consiglieri del gruppo di opposizione “Guardiagrele il bene in comune” Marilena Primavera, Ambra Dell'Arciprete, Simone Dal Pozzo, Piergiorgio Della Pelle, e Gianluca Primavera, rappresentati e difesi dall'avvocato Carlo Costantini. La sentenza, depositata pochi giorni fa, riconsegna la palla tra le mani della giunta: un anno fa, a maggioranza, il consiglio comunale aveva approvato il rendiconto di gestione 2020 con un disavanzo di 3.390.015,81 euro, derivante dall'esercizio 2020 e dalle partite contabili riguardanti gli anni pregressi 2015-2020, arrivando quindi alla dichiarazione di dissesto finanziario del Comune. «Ma ora il Tar», spiega l’avvocato Costantini, «ha stabilito che, prima di dichiarare il dissesto, il Comune deve verificare la possibilità di accedere ad un piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Cioè a una misura di risanamento molto meno gravosa per la collettività rispetto al dissesto».
Il Comune “dissestato”, infatti, è tenuto ad approvare un nuovo bilancio, basato principalmente sull’elevazione delle proprie entrate al livello massimo consentito dalla legge, vale a dire che tutte le tasse comunali possono essere aumentate fino al limite massimo consentito. A ciò deve abbinarsi anche un’attenta gestione delle spese comunali. «Adesso la giunta deve riprendere gli atti», prosegue Costantini, «fare un’attività istruttoria non svolta in precedenza e poi decidere se dichiarare nuovamente il dissesto oppure percorrere una strada diversa». Il Tar non è entrato nel merito delle pieghe contabili, ribadendo che quell’ambito è di competenza della Corte dei Conti. Ma la tesi dei consiglieri di opposizione è che i margini per accedere ad un piano di equilibrio più “morbido” ci siano tutte. «Siamo soddisfatti della decisione del Tar», sottolineano i consiglieri del gruppo “Guardiagrele il bene in comune”, «che conferma la tesi che la procedura era scorretta e non motivata. Avevamo deciso di andare al Tar perché era l’unica arma che avevamo per dimostrare quello che oggi si sta rivelando una verità incontestabile: il dissesto è una scelta sbagliata che sta gravando pesantemente sulla vita dei cittadini e delle imprese di Guardiagrele». E adesso l’opposizione chiede una risposta concreta alla giunta guidata dal sindaco Donatello Di Prinzio: «È ora che l’amministrazione sblocchi i pagamenti dovuti alle imprese e alle famiglie, che già sono in sofferenza economica, e dia conto degli aumenti tariffari a cui sta sottoponendo gran parte dei cittadini. Invitiamo la città alla mobilitazione se la giunta volesse di nuovo bloccare Guardiagrele con un nuovo dissesto». (d.b.)

