«Il tasso è da usura» Una banca famosa finisce sott’inchiesta

29 Aprile 2015

Il tribunale di Chieti dà ragione al cliente e ad Sos Utenti Atti in procura, ma la parte offesa muore prima del verdetto

CHIETI. Soldi prestati con tassi di mora fuorilegge, riconosciuti come tali dal tribunale di Chieti. A erogare il prestito è stata una banca. L’istituto di credito, un’ex banca regionale molto nota, è stato dunque condannato civilmente per mora usuraria. Gli atti sono stati inviati anche in procura. La condanna ha sancito anche il principio che, essendo stati applicati tassi da “strozzino”, nessuna mora dovrà essere pagata. Principio che vale sia per il singolo caso in questione che, a cascata, per i clienti della banca che hanno sottoscritto lo stesso tipo di mutuo. Con sentenza del 23 aprile scorso, il giudice, Federico Ria, ha dato ragione a Sos Utenti che ha patrocinato gli interessi di un artigiano di Chieti deceduto prima di poter leggere la sentenza che gli dà ragione. Il prestito aveva tassi di interesse troppo alti che l’uomo non ha finito di pagare perché si è ammalato tanto da morire nel 2014. Il fatto che il mutuo erogato dalla banca sia stato equiparato a un “prestito a strozzo” è perché gli interessi di mora fatti sottoscrivere all’artigiano andavano al di là del consentito, cioè avevano superato l’asticella del 9,06% fissata dalla legge antiusura, andando a fermarsi a quota 9,90%. Per tale ragione il giudice, accogliendo la richiesta dell'avvocato Emanuele Argento di Pescara, difensore dell'artigiano, ha sentenziato che tali interessi previsti dal contratto di mutuo sono usurari e di conseguenza nessuna mora è dovuta. Così la somma che l’artigiano avrebbe dovuto pagare anziché ammontare ai 333.000 euro richiesti si ferma a 306.000 euro. Ma c’è di più. Il mutuo, così come ha scoperto il presidente onorario della Sos Utenti, Gennaro Baccile, presenta anche una differenza tra il Taeg (Tasso annuo effettivo globale) previsto dal contratto, pari al 7,427%, e quello effettivo accertato da una perizia dell’associazione che tutela i consumatori. La differenza è stata confermata anche dall’analisi del perito del tribunale, Daniele Cicchitti. A causa di tale discrepanza, il giudice ha quindi disposto la rielaborazione secondo gli interessi agevolati equivalenti ai tassi minimi annuali dei Bot, che ora ammontano allo 0,013%. In questo modo il mutuo si trasforma in un prestito ad interesse quasi gratuito. La sentenza interessa non solo per il caso singolo, ma anche perché si può applicare a tutti gli utenti che hanno sottoscritto con quella banca lo stesso tipo di mutuo. E la cosa non è secondaria, come sottolinea lo stesso Baccile: «Particolarmente importante per la collettività dei mutuatari teatini e abruzzesi è che la banca condannata per mora usuraria ha fatto sottoscrivere a quasi tutti i clienti contratti con le stesse caratteristiche di quello in commento, ovvero con mora pari a tre punti in più del tasso corrispettivo che governa il mutuo. E questa maggiorazione di tre punti spinge quasi tutti i contratti di questa banca a contenere una mora usuraria con la conseguenza che nessuna mora dovrà essere pagata». Si tratterebbe, dunque, di un caso di usura seriale, ora all’attenzione della Procura, cui il giudice civile ha inviato tutti gli atti. «Le autorità giudiziarie», auspica Baccile, «dovrebbero indagare su tutti i contratti posti in essere da questa banca. Nel momento difficilissimo attraversato da famiglie e imprese sono moltissimi quelli che non riescono a pagare le rate del mutuo e finiscono in mora usuraria». Il presidente onorario di Sos Utenti aveva sottoposto il caso anche alla trasmissione di Italia 1 “Le Iene”. L’associazione ne conserva traccia sul sito: http://www.sosutenti.net/media.