«Il terreno è contaminato» Sequestri al cantiere edile

Concentrazione alta di stagno e berillio anche nei cumuli di materiale dello scavo Accertamenti dell’Arta. Il Comune affida la bonifica delle aree all’EcoLan
LANCIANO. Una concentrazione superiore ai limiti di legge di stagno e berillio nel terreno blocca il cantiere di costruzione di una palazzina in via Rosato, nei pressi di uffici, due istituti scolastici superiori - Itis Da Vinci e liceo scientifico Galilei - e un distributore di benzina. A mettere i sigilli sul cantiere è stata nei giorni scorsi la Forestale che inizialmente ha analizzato gli inerti ricavati dagli scavi su via Rosato e depositati in un terreno in località Ponticelli e poi si è concentrata sul sito del cantiere. A seguito di indagini dell’Arta (Agenzia regionale tutela ambiente) è emerso che il terreno presentava una contaminazione da metalli pesanti: stagno e berillio sono stati rilevati in quantità tali “da determinare il superamento dei valori di concentrazione di soglia di contaminazione per la destinazione a verde pubblico o privato e residenziale dell’area”. Sebbene il superamento della soglia-limite non fosse eccessivo, il sito di via Rosato è stato posto sotto sequestro assieme al terreno dove sono stati depositati gli inerti e i materiali di scavo. Il Comune ha emesso, di conseguenza, un’ordinanza di fermo dei lavori mentre i proprietari del cantiere hanno chiesto l’annullamento della concessione edilizia e ripresentato un nuovo progetto che, tuttavia, deve essere ancora esaminato dal punto di vista tecnico e urbanistico.
Intanto la Provincia di Chieti, come da prassi, ha diffidato il responsabile dell’eventuale contaminazione del terreno che dovrà essere individuato con la collaborazione del Comune di Lanciano che, a sua volta, deve procedere alle operazioni di bonifica delle aree oggetto di contaminazione. Di qui l’affidamento del procedimento amministrativo per l’avvio della caratterizzazione e bonifica dei terreni in località Ponticelli e in via Rosato da parte dell’amministrazione comunale alla EcoLan, la società proprietaria della discarica di Cerratina. «La EcoLan spa», si legge nella determina di affidamento del procedimento amministrativo, «ha nel proprio organico figure tecniche professionali particolarmente competenti in materia ambientale per lo svolgimento delle attività necessarie alla bonifica dei terreni».
Non si conoscono ancora le cause della contaminazione. I metalli pesanti generalmente sono componenti naturali del terreno, ma concentrazioni anomale potrebbero derivare da attività produttive avviate dall’uomo.
Daria De Laurentiis
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