Il terzo casello A14 fa già discutere «Prima la nuova statale Adriatica»

Si apre il dibattito sulla proposta della nuova barriera autostradale al servizio del centro cittadino «Ma il progetto dell’Anas sulla variante è incompatibile con le aspettative della popolazione»
VASTO. Bolla come “utile ma estemporanea la proposta di un terzo casello autostradale sull’A14, prima di disegnare la variante alla Statale 16 nel tratto di Vasto» e chiede il commissariamento della direzione compartimentale Anas «palesemente non interessata a risolvere il nostro grave problema». Edmondo Laudazi, capogruppo consiliare della lista civica “Il Nuovo Faro”, interviene dopo l’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi nell’aula consiliare alla presenza del sottosegretario alla presidenza della Regione, Umberto D’Annuntiis e dell’assessore all’urbanistica, Nicola Campitelli sulla ipotesi di realizzare un nuovo casello anche alla luce delle difficoltà incontrate per la variante alla Statale 16.
«L’Anas ha messo in programma uno specifico progetto di variante nel territorio di Vasto e San Salvo», ricorda Laudazi, «ma tale tracciato è stato proposto con l’utilizzo dell’attuale sede dal confine nord dell’abitato (località Zimarino), fino a Vasto Marina e con la previsione di uno scavalcamento della parte a mare della città - dalla località Trave fino alla località Selvotta - tramite la realizzazione alternativa di un tratto in viadotto o in galleria che si ricollega a una viabilità industriale preesistente e che si riaggancia alla stessa Statale 16, nei pressi del confine sud del nostro territorio. Questa soluzione tecnica è stata da tempo presentata dal responsabile del Compartimento Anas ma ha sollevato molte perplessità tra i cittadini, in ragione della caratteristica pregevole del territorio attraversato e delle fragilità idrogeologiche e ambientali dei contesti oggetto di intervento, risultando incompatibile con le aspettative della popolazione. Di rimando il consiglio comunale di Vasto ha unanimemente ritenuto di proporre all’Anas un tracciato e un percorso adeguati agli scopi che si intende raggiungere, arretrando l’attuale percorso a ovest dell’abitato, per liberare uno dei tratti più belli dell’intera costa Adriatica dal traffico pesante, lasciandolo libero per un positivo percorso di sviluppo economico e sociale, a forte valenza turistico-ambientale. La volontà popolare è plebiscitariamente orientata alla individuazione di quel tracciato, recuperato da un progetto già disponibile e innovativo fatto redigere dalla Provincia di Chieti», conclude Laudazi. (a.b.)
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