Il Tosti ai tempi della pandemia I gestori: «Il momento è critico»

12 Dicembre 2020

ORTONA . «Avevamo tournée preventivate da diversi mesi e che sono saltate. Ora c’è un anno difficile da programmare data la situazione di incertezza in cui viviamo. Come tante altre realtà...

ORTONA . «Avevamo tournée preventivate da diversi mesi e che sono saltate. Ora c’è un anno difficile da programmare data la situazione di incertezza in cui viviamo. Come tante altre realtà professionali siamo in ginocchio». A parlare è il maestro Gabriele de Guglielmo, direttore della Compagnia dell’Alba, che gestisce il teatro Tosti di Ortona. Sono oltre venti i dipendenti tra persone assunte a tempo indeterminato, determinato e prestazioni a chiamata. Ma il Covid-19 ha mandato in tilt anche il settore culturale e una realtà importante come questa.
«Abbiamo rispettato tutte le disposizioni ma alla fine ci troviamo con la sala chiusa, con i mesi che passano e con una gestione, che stava dando dei risultati positivi, da mandare avanti. Adesso, però, ci toccherà ricominciare dall’inizio», dice de Guglielmo. Ma nonostante le difficoltà la Compagnia dell’Alba non si arrende e il teatro Tosti si rilancia. Ed allora proprio in vista del Natale ci si sta organizzando. «Con la pandemia il linguaggio dovrà cambiare ma bisogna comunque lavorare», continua il maestro. «Presenteremo un progetto in streaming su una piattaforma che stiamo scegliendo e che permetterà alle persone di vivere la magia del Natale con un prodotto offerto dalla Compagnia dell’Alba, attraverso questa piattaforma nuova che speriamo sia solo transitoria».
Si poteva fare qualcosa di più per il mondo del teatro? «Si poteva fare un’indagine in questi mesi per conoscere le realtà più piccole ma che comunque producono un volume d’affari importante, che hanno in gestione teatri e sale, e prevedere ristori adeguati», sostiene de Guglielmo. Quindi lo stesso lancia un appello: «Lo rivolgo al pubblico affinché ci sostenga nelle prossime iniziative che lanceremo, sebbene saranno diverse dal solito. Quando supereremo la pandemia, spero torni numeroso al teatro. Abbiamo bisogno», conclude de Guglielmo, «del supporto di chi vive questa realtà». (a.s.)
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