Il Trigno è senza acqua, protesta la vallata

5 Agosto 2024

Il sindaco di Dogliola: «Situazione insostenibile, basta con i prelievi: il fiume deve riprendere vita»

CELENZA SUL TRIGNO. «Giù le mani dal fiume Trigno». I residenti della vallata si mobilitano e contestano i nuovi possibili prelievi idrici programmati dalla Regione. Alcuni tratti del fiume sono completamente a secco da settimane. Non a caso un mese fa i residenti di Celenza celebrarono nel letto essiccato del fiume, il “funerale” del Trigno. Sabato molti residenti si sono ritrovati ancora nel letto del fiume per leggere poesie. Diverse le associazioni che hanno aderito. Alla singolare protesta a cui ha partecipato anche il sindaco di Celenza, Walter Di Laudo, erano presenti anche i bambini che hanno letto filastrocche e recitato poesie. Durante l'evento è stata annunciata la sottoscrizione di un “Contratto di fiume” fra i comuni abruzzesi e molisani attraversati dal corso d'acqua. I comuni abruzzesi che fanno squadra oltre a Celenza sono Tufillo, Lentella, Dogliola, San Giovanni Lipioni, Fresagrandinaria con San Salvo capofila. «La situazione attuale è divenuta insostenibile», conferma il sindaco di Dogliola, Giovanni Giammichele. «È necessario trovare un modo per ridare vita al Trigno e mettere fine ai suoi prosciugamenti». Le condizioni meteo non aiutano. Facile quindi immaginare la reazione avuta dai residenti della vallata del Trigno alla notizia di nuovi prelievi autorizzati dalla Regione. La giunta regionale giovedì scorso ha approvato una delibera che disciplina l’approvvigionamento idrico in caso di carenza o di emergenza idrica sulla costa. La delibera autorizza l’Ersi (Ente regionale del servizio idrico integrato) al prelievo di acqua dal Trigno nel tratto che ricade nel territorio di Lentella. I prelievi dovrebbero rifornire le località servite dall’impianto ex Coniv di San Salvo, la riviera di Vasto e San Salvo e le zone industriali di Vasto, San Salvo e Marina di Montenero di Bisaccia.
«La Regione ha autorizzato altri mungimenti», ha commentato Gianni Cordisco (Arap, Azienda regionale delle attività produttive), «non avendo investito un centesimo per incanalare l'acqua di Chiauci o per sanare le reti colabrodo. Per coprire le assenze solo foto di sopralluoghi e attacchi alla Sasi. Tutto inutile». Furiosi i residenti della vallata. «Senza timore di essere smentiti», dicono, «possiamo dire che il Trigno è vittima di un vero e proprio disastro ambientale». I cittadini sono preoccupati. «Nonostante quello che sta accadendo, l’assessore all’ambiente della Regione, Emanuele Imprudente, tace». Gli operatori agricoli chiedono all’assessore regionale alle attività produttive, Tiziana Magnacca, di intervenire per aiutare i coltivatori che non possono produrre più niente. E oggi intanto siccità ed emergenza idrica saranno al centro del consiglio comunale straordinario convocato dal sindaco di Cupello, Graziana Di Florio.