Il turismo in città riparte da coppie e famiglie

17 Luglio 2020

Niente più comitive di pellegrini stranieri ma riprendono le visite nei luoghi simbolo  I frati del Miracolo Eucaristico: sì a gruppi ristretti. I commercianti: il centro si rianima

LANCIANO. Coppie, famiglie e piccoli gruppi, 80% italiani e 20% stranieri, soprattutto europei. È l’identikit dei turisti che stanno tornando in città dopo l’emergenza Covid. Non ci sono più i grandi numeri del turismo religioso, quello fatto di decine di gruppi da 50 persone al giorno, di stranieri, in particolare americani: è un turismo fatto da famiglie, anche coppie che arrivano per il Miracolo Eucaristico e anche per scoprire il centro storico e i tesori che la città custodisce. Città che resta, purtroppo, meta di passaggio.
IL TURISMO RELIGIOSO. Vedere piccoli gruppi e famiglie in visita al santuario fa tirare un sospiro di sollievo soprattutto dopo il vuoto dei mesi di marzo, aprile e maggio, e le disdette delle comitive susseguitesi a raffica da fine febbraio. Anche se si tratta di numeri piccoli, si può parlare di ripresa? «Una timida ripartenza», spiega Massimiliano di Paolo che si occupa delle prenotazioni per il Miracolo Eucaristico retto da padre Fabrizio De Lellis, «perché purtroppo la situazione sul fronte del turismo religioso e dei circuiti dei vari pellegrinaggi è ancora ferma. Abbiamo continuato a ricevere le disdette soprattutto degli stranieri. I gruppi di statunitensi, polacchi, brasiliani e filippini sono i più numerosi. Ora abbiamo piccoli gruppi italiani, di Bari e Pompei, per settembre ma di questi tempi lavorare con i gruppi non è facile perché se prima per portare 50 persone bastava un bus ora ne servono due e i costi aumentano. Aspettiamo». Certo è che superare il boom 2019 con 120mila pellegrini – cifra arrotondata per difetto dai frati – sarà impossibile. Anzi, a fine anno il trend potrebbe essere negativo, dopo anni di crescita.
CORSO ROMA. Non ci saranno mille persone al giorno come accadeva nel periodo delle comunioni pre Covid, ma vedere coppie e famiglie di turisti che passeggiano per corso Roma comunque fa sorridere i commercianti. «Sono passate in questi giorni coppie della Toscana, alcune famiglie che tornano al nord dopo essere state in Puglia», dice Massimiliano, di Massipiada. «Di solito arrivano il fine settimana e ad ora di pranzo. Si fermano qui visto che il santuario chiude alle 12.30 e riapre dopo le 15. Cercano indicazioni su cosa visitare nel centro storico». «I turisti si fermano per chiedere informazioni e prendere qualcosa», aggiunge Alessandro Bianco della libreria Regina Pacis, «e noi suggeriamo dove mangiare, acquistare prodotti tipici, cosa visitare. Ieri ad esempio ci sono state persone di Cesena, che erano a dormire a Roseto e hanno approfittato per vedere altre città abruzzesi, altre della Toscana. Arrivano soprattutto famiglie del nord Italia e persone che sono al mare e risalgono per visitare il centro storico. Ci sono anche piccoli gruppi di svizzeri e polacchi. È una timida ripresa». «Si potrebbe magari far aumentare le presenze», suggeriscono altri commercianti, «con delle manifestazioni estive, che però, ad oggi, non ci sono».
PROGETTO UNPLI. E se delle manifestazioni il Comune le sta organizzando, restano invece al palo i progetti legati allo studio sul turismo che la Pro Loco Unpli Chieti ha sviluppato nei mesi scorsi. Progetti che affiancano al turismo religioso pacchetti legati alla cultura e percorsi che aprono e sfruttano in modo diverso luoghi storici cittadini. Da qui erano nati i fine settimana artistico, gastronomici, sportivi e culturali, il lancio del turismo congressuale e l’apertura mensile di casa Spoltore, che però, si sono bloccati per il coronavirus.