«Il turismo religioso parli alla vita»

Guardiagrele. Presentati gli atti del convegno di giugno scorso col vescovo Forte
GUARDIAGRELE. «Far conoscere le bellezze del mondo, limitandosi a spiegarlo con informazioni puramente descrittive, come si fa ordinariamente, serve a poco. Viaggiare è sempre cercare. Ma cosa ci cerca? Innanzitutto se stessi, ma un se stessi trasfigurato nel profondo dell’esistere, nuovo, felice, aperto alla speranza. Per un credente il fine del viaggio è sempre la fede». Lo ha sottolineato don Emiliano Straccini, direttore dell’Ufficio diocesano di Chieti Vasto per la pastorale del turismo e del tempo libero e pellegrinaggi nel corso del convegno sul tema “Il turista, il viaggio e la valorizzazione del territorio” che si è tenuto nei giorni scorsi nella sede dell’Ente mostra dell’artigianato artistico di Guardiagrele. L’occasione era data dalla presentazione degli atti del convegno che sull’argomento si è tenuto a giugno dello scorso anno in piazza San Francesco alla presenza del vescovo Bruno Forte. Al convegno hanno portato il loro contributo di idee anche don Gionatan De Marco, direttore dell'Ufficio nazionale della Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, e Rossano Orlando, giornalista del Centro. «Il turismo deve diventare una bella possibilità per il nostro Paese», ha detto don Gionatan, «ma il turismo religioso non sia da intendersi come quello chiuso nelle mura di una chiesa: è invece tornare a casa con una buona notizia sentendosi trasformati per ciò che si è visto e per ciò che si è fatto».
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