Il vanto della gang: da noi droga di qualità

12 Settembre 2019

Le intercettazioni tra padre e figlio arrestati dai carabinieri. Un cancelliere della Procura riferiva sulle indagini in corso

LANCIANO. «In giro circola solo “monnezza”, le cose buone ce le abbiamo solo noi». Roberto Polidori, uno dei quattro arrestati dell’operazione antidroga “Lost signal”, parla al telefono con il figlio Luca Antonio. I due, intercettati dai carabinieri, si vantano di vendere droga «a prezzi onesti e di qualità tale da non creare problemi di salute a chi l’acquista». L’attività di spaccio, come accertato dai carabinieri, sarebbe infatti un affare di famiglia, anche se della rete fanno parte altri spacciatori. Due sono stati raggiunti da misure di custodia cautelare come i Polidori. Ad altri indagati, in tutto sette, viene invece contestato il reato di favoreggiamento reale.
GLI INDAGATI. Oltre ai Polidori - Roberto, 63 anni, è in carcere, Luca Antonio, 26, ai domiciliari - martedì i carabinieri hanno arrestato Maurizio Petrillo, 50 anni, di Lanciano, raggiunto da custodia cautelare in carcere, e Anthony Bevilacqua, 27 anni, di San Vito Chietino, ai domiciliari. Tra gli indagati di questa operazione, collegata a quella che ha portato i militari a scoprire droga in una residenza per anziani di Treglio, ci sono anche Carolina Barlafante, 63 anni, e la figlia Fiorella Scaglione, 44, arrestate in flagranza lo scorso 16 aprile e poi scarcerate; L.A., 62 anni, e W.S., 43, quest’ultimo indagato per favoreggiamento reale in quanto avrebbe custodito la somma, 32.500 euro, provento dell’attività illecita e sequestrata dai carabinieri sempre ad aprile.
LA RETE DELLO SPACCIO. L’attività di spaccio viene messa in atto a Lanciano, Mozzagrogna, Fossacesia, Rocca San Giovanni, San Vito Chietino. Grazie alle intercettazioni telefoniche, autorizzate dalla Procura, i carabinieri della compagnia di Lanciano, guidati dal capitano Vincenzo Orlando, riescono ad assistere a numerosi scambi di sostanza stupefacente e denaro. Camuffati da operai, elettricisti e operatori ecologici, i militari eseguono appostamenti mirati. Spacciatori e acquirenti si danno spesso appuntamento in bar e locali pubblici di Lanciano, di altri paesi della rete e sulla costa. A volte nelle vicinanze dell’abitazione del pusher di riferimento. In molti casi i militari entrano in azione subito dopo lo scambio, fermando gli acquirenti e sequestrando loro la sostanza appena acquistata. Si tratta quasi sempre di modeste quantità, per lo più di cocaina, pagate dai 30 ai 70 euro, come confermano gli stessi consumatori. Sono una trentina quelli segnalati. Molti una volta persa la sostanza, poiché sequestrata dai carabinieri, ricontattano subito lo spacciatore, avvisandolo dei controlli in atto e fissando un nuovo appuntamento.
INCURANTI DEI CONTROLLI. In più circostanze gli indagati vengono a conoscenza delle indagini in corso. Oltre ad essere avvertiti direttamente dagli acquirenti, durante un tamponamento l’auto della Barlafante perde il dispositivo Gps (da qui il nome dell’operazione “Lost signal”) installato dai militari per controllarne gli spostamenti. In Procura, inoltre, c’è una gola profonda: un cancelliere che al telefono avverte uno degli indagati di stare attenti e poi, di persona, riferisce circostanze più precise sulle indagini in corso. L’impiegato è indagato per rivelazione di segreto istruttorio e accesso abusivo al sistema informatico. Gli indagati adottano qualche precauzione, smettono di parlare al telefono e iniziano a chattare su Whatsapp. I Polidori per un mese interrompono le cessioni di droga. Ma poi tutto ricomincia regolarmente. Temendo che droga e soldi spariscano, ad aprile i carabinieri sono costretti ad entrare in azione: trovano la droga nella casa di riposo e arrestano due degli indagati. Poi le indagini riprendono, fino all’epilogo di martedì.
INTERROGATORI. Nell’ordinanza di custodia cautelare il gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, evidenzia la «continuità, sistematicità e professionalità dell’attività di spaccio» degli indagati. Oggi iniziano gli interrogatori di garanzia. Questa mattina vengono sentiti in carcere Roberto Polidori, assistito dall’avvocato Massimiliano Sichetti, e Maurizio Petrillo, dall’avvocato Gaetano Pedullà. Domani sarà la volta dei due ai domiciliari, Luca Polidori e Anthony Bevilacqua, assistiti rispettivamente da Antonella Fantini e Matteo Benedetti.
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