Il vescovo: da Giulio vera umanità

Al funerale di Bomba, presidente del dializzati, anche il messaggio di Ghidelli
LANCIANO. Umanità e concretezza pur nella sofferenza. Sono le caratteristiche che l’arcivescovo Emidio Cipollone e il sindaco Filippo Paolini hanno sottolineato per ricordare Giulio Bomba - morto a 75 anni martedì mattina all’ospedale di Chieti - durante il funerale nella cattedrale della Madonna del Ponte. A officiare la messa l’arcivescovo Cipollone che ha portato il cordoglio e il conforto di monsignor Carlo Ghidelli, vescovo emerito con cui Giulio ha collaborato nei dieci anni del suo episcopato.
«Porto il suo cordoglio, la sua preghiera e conforto», dice Cipollone. «Nel giorno di San Biagio non pensavamo di essere qui per celebrare un funerale e il funerale, il passaggio dalla terra al cielo, di Giulio». E ha ricordato l’impegno di Bomba per i malati, i loro diritti, per avere strutture sanitarie più adeguate e una assistenza migliore, «sempre nel nome di Gesù». Presidente dell’Ared (Associazione Regione Abruzzo emodializzati dialisi e trapianto), ex componente Aned, Giulio era noto per le sue battaglie in difesa dei malati. «Giulio sta facendo Pasqua nella casa del padre», spiega il vescovo. «Certamente ci sarà sofferenza in noi, lacrime, dubbi ma questo è un passaggio verso la vita eterna. Ricordiamo il suo impegno e quella umanità per la quale Giulio tanto si è battuto».
«Oltre all’umanità io sottolineo la concretezza di Giulio», aggiunge il sindaco Filippo Paolini a fine messa. «È un amico che va via, che ha tanto sofferto, ma nella sofferenza ha trovato la forza per evitarla ad altri. E lo ha fatto concretamente. “Devi venire a vedere la dialisi” mi disse, e il devi non era mai arrogante ma educato. Sono andato e mi ha aperto un mondo. Con monsignor Ghidelli si è speso per il turismo religioso. Ma il suo impegno maggiore è sempre stato per i malati». (t.d.r.)
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