Il vescovo e le morti sul lavoro: mai più tragedie, serve sicurezza

2 Ottobre 2023

Appello di monsignor Forte ai politici in occasione di San Michele: «Sono stati lutti atroci, non è giusto Rispettare le norme non è un optional, ma una condizione di vita democratica. Ora basta dolore»

VASTO. Lavoro, serenità e sicurezza. A invocarli è stato l’arcivescovo Bruno Forte, in occasione delle celebrazioni religiose in onore del patrono di Vasto, San Michele. E proprio all’arcangelo monsignor Forte ha chiesto di intercedere affinché possano avere tutti un lavoro sicuro e non debbano più verificarsi tragedie come quella avvenuta il 13 settembre alla Sabino Esplodenti di Casalbordino, dove sono morti tre operai. «Il lavoro è fondamentale per la serenità delle famiglie», ha sottolineato Bruno Forte rivolto ai numerosi politici presenti alla funzione. Fra loro, il senatore Etelwardo Sigismondi e il sindaco di Vasto nonché presidente della Provincia, Francesco Menna.
«Il lavoro», ha proseguito Forte, «deve essere tuttavia un lavoro sicuro. Nella mente e nel cuore ho ancora la tragedia che si è ripetuta a Casalbordino. Ho celebrato personalmente le esequie di Giulio Romano, 56 anni (morto a causa dello scoppio di una granata insieme a Fernando Di Nella, 62 anni, e Gianluca De Santis, 44 anni, ndc). Una morte atroce che ha aggiunto dolore al dolore di una famiglia già colpita da altri lutti. Ho assistito allo strazio dei parenti. La sicurezza non è un optional, ma una condizione di vita democratica», ha ammonito il vescovo. Poi Forte, in partenza per il sinodo che inizierà il 4 ottobre, ha annunciato: «Ho parlato con il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci, e il titolare della Sabino Esplodenti, Gianluca Salvatore. Ho ricevuto rassicurazioni da entrambi sul mantenimento del posto di lavoro dei 70 dipendenti, ma anche che andrà avanti il progetto di riconversione della produzione con altri prodotti, magari airbag. Preghiamo l'arcangelo San Michele, patrono di Vasto affinché non si ripetano più tragedie sul lavoro. Non è possibile. Non è giusto. Chi va a lavorare per guadagnare e donare serenità alla famiglia deve vivere una vita serena». Parole che hanno colpito tutti i presenti e che la politica ha condiviso all'unanimità.
Le indagini in corso stabiliranno le cause e la dinamica dell’ultima esplosione. Lascia sgomenti dover prendere atto che è la seconda tragedia in tre anni. Il 21 dicembre 2020 altri tre operai – Carlo Spinelli, Paolo Pepe e Nicola Colameo – morirono a causa di una esplosione. L’udienza preliminare, in programma il 14 settembre, è slittata a domani per il legittimo impedimento di uno degli indagati, il direttore dello stabilimento, che ha accusato un malore. Domani davanti al gup Anna Rosa Capuozzo compariranno Gianluca Salvatore, presidente della Sabino, l’amministratore delegato Sabino Salvatore, i consiglieri del cda Massimo, Gabriella e Marco Salvatore, il direttore Giustiniano Tiberio, Sebastiano Stivaletta, Paolo Iocco e il capo reparto Carlo Piscopo. L’accusa è di omicidio colposo plurimo aggravato e disastro colposo.
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