Il vicesindaco: «Ora dobbiamo ripartire»

De Cesare: rispettiamo gli obiettivi o vorrebbe dire che l’alleanza con il centrosinistra non ha funzionato
CHIETI. «Daremo dei tempi e degli obiettivi che se non dovessero essere rispettati, a questo punto, vorrebbe significare che questa esperienza di governo condiviso tra centrosinistra e polo civico non ha funzionato». A parlare al Centro è il vicesindaco Paolo De Cesare che negli ultimi mesi, insieme a tutto il polo civico di cui è leader, ha spalleggiato il candidato Manuel Pantalone nella lista civica “Abruzzo Insieme” schierata con Luciano D’Amico. Dopo la Provincia, la Regione avrebbe sicuramente allineato gli assi mettendo un chiaro timbro di civismo teatino anche in Emiciclo. Un piano che il 10 marzo non si è concretizzato a causa della vittoria di Marco Marsilio ma che, archiviate le regionali, lascia spazio a una riflessione. Sono 656 i consensi che Pantalone ha raccolto in città, 1.010 i voti in tutto il Chietino. Un risultato da cui ripartire «per mettere al centro le problematiche cittadine e gli aspetti che non funzionano», dice De Cesare, «alcune cose sono andate bene come finanziamenti e opere del Pnrr intercettati per 60 milioni, il rilancio del turismo, primo esempio sono i musei che abbiamo potenziato e sono aperti a orario continuato. Ma ci sono questioni, come i servizi al cittadino, su cui dobbiamo lavorare». Il vice non nasconde un fuori tono su cui l’amministrazione di centrosinistra deve lavorare anche per non farsi colpire dagli avversari, ora più che mai decisi a conquistare le amministrative del 2025. A Chieti, la sfida politica all’orizzonte è infatti proprio questa: una partita che il vice giocò già nel 2020, terminata con l’appoggio al candidato sindaco Diego Ferrara sancito dall'apparentamento ufficiale. Una mossa che costruì un primo esperimento di “campo largo” fatto di partiti di centrosinistra e liste civiche anche di espressione opposta. Se l’anno prossimo De Cesare tornerà in campagna elettorale è ancora presto per dirlo: «Da civico non parteggio per una fazione o l’altra», dice De Cesare che in passato è stato un uomo di centrodestra, fino all’abbraccio con Silvio Berlusconi, «ma solo per il bene della mia città: ora ci concentriamo sul lavoro, senza pensare a questioni elettorali e poi decideremo come organizzare e sostenere un progetto che possa riguardare il futuro. Adesso, sgomberiamo il campo dalle ambizioni personali e lavoriamo». (e.g.)

