Illuminazione a pezzi: proteste nei rioni

11 Gennaio 2015

L’assessore Di Naccio: «In Comune un solo elettricista». A San Vito appalto da 4 milioni per il servizio

LANCIANO. Luce a singhiozzo nelle contrade e anche nel centro della città. Sono diverse le richieste di intervento giunte in Comune per riparare i lampioni che illuminano strade e rioni. Dopo contrada Serre, le ultime zone ad aver avuto problemi sono via Rosato, con la luce a singhiozzo, ma soprattutto via Del Mare, via Della Pace, l’intera zona sul retro dell’ospedale Renzetti rimasta al buio dal giorno dell’Epifania.

«Purtroppo ci sono diversi problemi», ammette l’assessore ai lavori pubblici, Antonio Di Naccio, «molti pali sono vecchi e andrebbero sostituiti, ma anche la semplice lampadina fulminata diventa un grattacapo perché abbiamo un solo elettricista. Fa il possibile, cerca di essere tempestivo negli interventi, ma è solo. Ieri in via Del Mare la situazione è tornata alla normalità ma sappiamo che dobbiamo intervenire sull’illuminazione pubblica. I pali sono troppo vecchi. Dove sono previsti interventi sulle strade, e dove possibile, approfitteremo per sostituirli. Ad esempio quando si procederà con la sistemazione di via Del Mare per realizzare la pista ciclabile, si rifaranno anche gli impianti e quindi l’illuminazione. Ma gestire e manutenere tutto non è semplice e ha dei costi». Costi alti, personale ridotto, manutenzione zero: il Comune sta studiando un modo per migliorare il sistema. «Pensiamo di indire una gara europea», annuncia Di Naccio, «per affidare o tutto, o in parte, la gestione della pubblica illuminazione».

Una gara che il comune di San Vito ha indetto. Scadrà infatti il 2 marzo la gara per l'affidamento del “servizio di gestione, manutenzione e riqualificazione energetica degli impianti di pubblica illuminazione del comune”. Un bando da 4milioni di euro. «L’obiettivo è risparmiare sui costi della luce, circa 230mila euro annue», spiega il sindaco Rocco Catenaro, «migliorare gli impianti, che sono 1.664, sistemarne di nuovi, dare maggiore sicurezza ai cittadini. Il Comune da solo non riesce a fare manutenzione, né a comprare o sostituire pali e impianti. Affidando il servizio per 20 anni ai privati, che in cambio potranno vendere la luce prodotta in “eccesso”, porre sistemi innovativi sui pali come telecamere e wi-fi, contiamo di abbattere i costi e migliorare il servizio».

Teresa Di Rocco

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