Illuminazione pubblica, nuovi orari

17 Febbraio 2023

Atessa. Dopo i risparmi sulle bollette si torna al vecchio sistema crepuscolare

ATESSA. Illuminazione pubblica: entro questo fine settimana si torna all'accensione e spegnimento con il sistema crepuscolare. È l'amministrazione comunale che ha dato disposizione in tal senso alla ditta che gestisce il servizio. La ditta è stata anche sollecitata ad aggiornare ed efficientare i sensori al fine di evitare inutili sprechi e disservizi. Il provvedimento è stato preso in considerazione della diminuzione del costo dell’energia, dell’allungamento delle ore di luce naturale.
La scelta dello spegnimento delle luci alle 5 del mattino, e durata alcuni mesi, comprensibilmente disagevole nel periodo invernale, ha avuto precisi motivi che così sono spiegati dal sindaco Giulio Borrelli: «Si è tratto di una scelta, non leggera, che l’amministrazione comunale ha dovuto fare per fronteggiare il caro energia. Il sacrificio, annunciato e motivato dall’aumento spropositato delle bollette, è stato spiegato e dettagliato in vari incontri pubblici, interviste, comunicati e avvisi di ogni genere. Due ore in meno, insieme con altre misure prese, non risolvono certo il problema, ma sono di aiuto. Il periodo, in cui la misura di risparmio è stata applicata, è coinciso con il momento di maggiore aumento del costo dell’energia elettrica e di maggiore esigenza di illuminazione artificiale. Le ore da illuminare tra novembre e febbraio sono, infatti, più di 14 contro le 11 della media annuale».
La scelta delle fasce orarie, compatibili con l’operazione di risparmio, è stata fatta tenendo conto delle indicazioni del Comitato per l’ordine e sicurezza della provincia di Chieti, che il prefetto dell’epoca aveva diretto. Il Comune di Atessa ha visto crescere dell’87% le spese per la pubblica illuminazione. La fase sperimentale dello spegnimento di due ore della pubblica illuminazione è stata, inizialmente, programmata dal 1° novembre al 31 dicembre 2022, così come comunicato in molteplici occasioni. «Nonostante i vari e importanti aiuti del governo, non sono stati coperti tutti gli aumenti ed è stato, pertanto, necessario proseguire provvisoriamente nella linea di risparmio», conclude Borrelli.
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