Ima sospesa? Non lo ha detto il ministero

Relazione degli ispettori del Mef: è stato il dg a decidere di sua iniziativa di non erogare più le indennità ai “colletti bianchi”
CHIETI. Gli ispettori del ministero della Economia e delle Finanze (Mef), nella relazione sui conti dell’ateneo d’Annunzio non dicono mai che l’Ima (indennità mensile di ateneo) destinata ai 340 dipendenti amministrativi avrebbe dovuto essere sospesa. Come invece è stato sostenuto dai vertici dell’Università. Anzi, in uno scorcio della relazione, a pagina 106, attribuiscono chiaramente la decisione al Dg Filippo Del Vecchio. «La questione attinente le risorse relative al Fondo in argomento», scrivono, «è oggetto di una vertenza sindacale, a seguito della decisione del direttore generale di sospendere la corresponsione dell’Ima al personale dipendente». Il Mef aggiunge che l’ateneo ha deciso di interrompere l’erogazione dell’Ima «ritenendo vincolare l’erogazione di tale compenso alla effettiva premialità». (Principio generale previsto dal contratto). Una giustificazione in sostanziale contrasto con quanto sostenuto dallo stesso rettore Di Ilio e dal dg: l’Ima non può più essere erogata perché non c’è, e non è mai esistito, un Fondo accessorio da cui attingere.
Le censure del ministero sui bilanci dell’ateneo nascono da un confronto «tra i dati di bilancio con quelli desumibili dal prospetto redatto in sede di ricostruzione del Fondo». Da questo confronto, esclusivamente cartaceo, gli ispettori notano una discrepanza. Parte delle somme erogate al personale hanno trovato imputazione su un altro capitolo di bilancio, che ha indotto il Mef a pensare che vi sia stata una erogazione di risorse non coperte da finanziamento.
I “colletti bianchi” e i sindacati, che hanno minacciato di bloccare i test di ingresso ai corsi di laurea delle professioni sanitarie se il rettore (che l’altro ieri sera è stato fischiato a Montesilvano mentre riceveva il premio simpatia) non convoca subito un tavolo di chiarimento, dicono invece che quella indennità, da non considerarsi straordinario forfettario, non può essere sospesa perché è prevista dal Contratto nazionale di lavoro del gennaio del 2005. Cui è seguito il contratto integrativo nel mese seguente. Sulla validità di questo contratto, ancora applicato e mai aggiornato, nonostante l’approvazione del nuovo Ccnl del 2008 e le disposizioni del decreto legislativo del 2009, l’ateneo chiese un parere all’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni). Lo ricordano gli stessi ispettori del Mef. L’Agenzia ha risposto che l’indennità mensile è stata istituita con contratto del 27 gennaio del 2005, che rientra nel trattamento accessorio, e che la contrattazione integrativa si deve occupare di definire i criteri e i valori di tale indennità avendo come principio generale la promozione del merito e il miglioramento della performance organizzativa e individuale dei dipendenti. Insomma da quanto dice il Mef, i colletti bianchi dell’ateneo starebbero in una botte di ferro, mai avendo sostenuto che questa fosse illegittima tantomeno che fosse da tagliare. L’università deve procedere, scrive il Mef, «a una più puntuale determinazione delle risorse e delle somme effettivamente erogate al personale a valere sul Fondo....e conseguentemente, possa pervenire alla definitiva costituzione dei Fondi per i successivi anni 2013 e 2014, concordandone la destinazione sulla base di un nuovo contratto integrativo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

